Droni in volo sulla città per mappare l’amianto
Fiorano. Il Comune ha affidato l’incarico a una ditta specializzata per l’intervento Già effettuata la bonifica dei capannoni dell’ex Cisa Cerdisa e della Colorobbia
FIORANO. Il Comune di Fiorano ha dato incarico a una ditta specializzata di monitorare l'intero territorio alla ricerca di coperture in amianto per effettuare un censimento puntuale sulla presenza di questo materiale. È una legge nazionale del 2003 a imporre la mappatura ma è la tecnologia moderna a dare ora la possibilità di sviluppare un esame completo di Fiorano. La ditta incaricata infatti (per complessivi 7300 euro) ha presentato un progetto denominato “Asbestos free”, che prevede il sorvolo del territorio con droni e la realizzazione di immagini aeree “multispettrali” che verranno poi elaborate dai sistemi in dotazione alla stessa azienda. Fotografando dall'alto il territorio insomma sarà possibile capire dove esistono coperture in amianto non censite. E' chiaro infatti che a Fiorano non mancano le presenze di amianto già catalogate. Ma in uno dei Comuni del nord Italia con la maggior presenza di aziende e capannoni non è impossibile che parte dei tetti ancora presenti e realizzati con questo materiale siano sfuggiti al controllo. Il Comune di Fiorano ha già fatto molti passi avanti per quanto riguarda controllo e smaltimento. Dal 2004 al 2014 infatti sono stati oltre 100mila i metri quadrati di amianto eliminati e bonificati. La quota più importante riguarda i capannoni dell'ex Cisa Cerdisa, che per l'intero territorio fioranese sono stati ripuliti dai tetti in amianto, per complessivi 40mila metri quadrati (altri 20mila bonificati erano in territorio sassolese dove ne restano almeno altrettanti ancora da ripulire). A parte questa mega-superficie che è interessata da un ben noto e complesso progetto urbanistico, molte altre realtà e siti industriali prevalentemente dismessi, sono stati liberati dalla presenza di amianto su diretta iniziativa dei proprietari o con interessamento del Municipio nei dieci anni passati. Altre aree interessate dalla presenza di amianto, ben note, sono censite o sotto osservazione. La legge non impone l'eliminazione e lo smaltimento dell'amianto se ancora integro: il materiale è pericoloso quando si sbriciola e rilascia filamenti che volano nell'aria. Le aziende che ancora hanno tetti potenzialmente pericolosi devono verificare periodicamente lo stato delle coperture e poi relazionare all'amministrazione in merito. È il caso, per esempio dei capannoni della Colorobbia, scoperchiati in parte da una tromba d'aria alcuni mesi fa ma in regola per la presenza di amianto sotto controllo. Un altro intervento rilevante il Comune lo ha compiuto su due palazzine di edilizia residenziale pubblica di via Poliziano, i cui tetti sono stati convertiti a pannelli fotovoltaici, passando all'autonomia energetica. (g.b.)
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