Il comitato: «Sul Carani nessuno si muove»
A un anno esatto dal crollo del controsoffitto nuove accuse: «Non si sta lavorando per la riapertura»
Un anno fa esatto crollavano quindici metri di controsoffitto nella zona del loggione al teatro Carani e solo per caso nessuno rimase ferito.
La sala, durante uno spettacolo, veniva evacuata con comunicazione fornita dallo stesso assessore alla Cultura Giulia Pigoni e poi chiusa per decisione dei Vigili del fuoco. Di lì a 24 ore il Prefetto avrebbe intimato al sindaco di dichiarare l'inagibilità del teatro. Da allora il Carani è chiuso e come ormai tutti i sassolesi sanno, il contratto di affitto fra il Comune di Sassuolo e la proprietà è scaduto e non ci sono certezze su una riapertura: pochissimi incontri fra l’amministrazione e gli eredi Carani non hanno portato a conclusioni definitive.
Nei mesi successivi al crollo è nato un comitato “Salviamo il teatro Carani” che oggi esprime tutta la sua frustrazione: «Trascorso un anno dal crollo del controsoffitto che ha causato la chiusura, nulla ancora si è mosso: nessuno spettacolo, eventi ospitati in sale inadatte, persino le bacheche del teatro pubblicizzano iniziative che si terranno in altri luoghi. Il 18 giugno, il crollo di parte di un cornicione ha causato la transennatura del marciapiede su viale XX settembre. Il Comitato esprime profondo rammarico per il totale disinteresse in cui è caduto il teatro cittadino. Il sindaco ci ripete che sta cercando soluzioni per la riapertura, ma per ora vediamo solo le transenne; la proprietà, tanto solerte a vantare diritti, finge di non vedere i propri doveri e non mette in sicurezza, nemmeno sul lato esterno, l’immobile, privando così la città di un passaggio pubblico. Ci siamo posti come facilitatori del colloquio tra le parti, abbiamo elaborato progetti, abbiamo accantierato eventi di raccolta fondi: ora, abbiamo però la sensazione che la riapertura del teatro non sia ciò a cui amministrazione cittadina e proprietà stanno lavorando».
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