Sgarbi entusiasta per il “Manichino”
Il critico sulla mostra: «Modena capitale, il resto è provincia» ma non risparmia frecciatine a Comune e organizzatori
Ospite d'eccezione e apertura straordinaria mercoledì sera per la mostra "Il manichino della storia" a Modena. In serata, infatti, all'ex Manifattura Tabacchi di viale Monte Kosica è arrivato Vittorio Sgarbi. Che ha dato subito un bel consiglio al Comune: «esportatela questa mostra».
Insieme con alcuni accompagnatori, presente il gallerista modenese Emilio Mazzoli, il critico ha voluto far visita al "manichino" in seconda serata, dopo aver preso parte alla tappa modenese, l'unica in emilia-romagna, del festival "Panorama d'Italia" con una propria lezione partita alle 21 alla Galleria Estense. A quanto pare il critico ferrarese, che ne ha approfittato per un giro nella stessa Galleria, è rimasto più che colpito dalla mostra al Mata in particolare, tanto da lasciare questo messaggio nel 'quaderno' dei messaggi all'ingresso: «Modena è capitale, il resto d'Italia provincia. Vittorio Sgarbi».
È il vicesindaco Gianpietro Cavazza, che ha aperto "il manichino" appositamente per il noto critico a rivelare i retroscena. «Sgarbi si è fermato davanti a ogni quadro a caccia di particolari, dopo essersi tolto qua e là gli occhiali. Ha guardato le opere con dolcezza al di là della sua consueta esuberanza, diciamo». La chiacchierata mostra, parte del programma del Festivalfilosofia 2015 e del programma di eventi per expo, presenta una novantina di pezzi appartenenti a collezioni private e realizzati da 48 artisti internazionali, fra gli anni '80 e i nostri giorni. Non sarebbe proprio l'arte contemporanea la specialità di Sgarbi, ma "Il manichino" sembra aver catturato davvero il diretto interessato, anche da un punto di vista di strategie culturali: «Ha definito la mostra di altissimo livello- continua Cavazza- e a proposito ci ha anche dato alcuni preziosi consigli, che teniamo per noi.
Contestualizzando, Sgarbi ragionava su come Modena, a proposito di mostre e cultura, si stia distinguendo non poco da altre città anche di maggiori dimensioni».
Direttamente interpellato Sgarbi ha aggiunto: «La mostra mi è piaciuta molto. Invece che affidarla al 'critichino' sotto casa, si sono scelte giustamente due star come Bottura e Mazzoli. Non ho cenato da Bottura- sorride il critico di Ferrara- ma grazie al suo lavoro attorno a Expo la considerazione di Modena è molto cresciuta in questi mesi».
Tuttavia, Sgarbi non ha rinunciato a qualche critica: «L'errore, e l'ho detto al comune e ai suoi, è quello di non organizzare la mostra in una seconda o terza sede, anche per ammortizzarne i costi. 'Il manichino' ha le potenzialità per raggiungere mete come Roma o Berlino e del resto 'nemo propheta in patria', come insegna la vicenda di Pavarotti. Se fai una mostra solo a casa tua è comodo, certo, ma ti esponi alle critiche, ancorchè sbagliate seppur credibili, sulla scia del 'dai i soldi agli amici'. Questo si sarebbe potuto evitare».
Sgarbi confessa che il senatore modenese carlo Giovanardi gli ha suggerito spesso la presunta anomalia modenese a proposito del "manichino", ovvero del 'circuito' locale fin troppo oliato: «Sì, ma sempre meglio di quel che accade a Venezia dove, addirittura, nonostante un turismo mille volte superiore, il comune pensa di vendere l'opera di Klimt per fare cassa...», Rilancia Sgarbi. Il quale sembra poi comprendere nella sostanza il gelo di Philippe daverio, che aveva detto quest'estate di non aver mai sentito nominare il curatore della mostra modenese Richard Milazzo: "Milazzo l'ho sentito nominare, capisco daverio quando fa capire che non è di grande rilievo. Ma, ripeto, le star qui sono Bottura e Mazzoli: Milazzo è il cameriere di Bottura, diciamo, e lo stesso Mazzoli ne sa molto di più di Milazzo...».
In ogni caso, Sgarbi conosce i (consistenti) costi pubblici legati al "manichino" e da questo punto di vista esprime un'altra riserva: "forse Bottura e Mazzoli avrebbero dovuto cercare finanziamenti privati per la mostra, questo può essere un altro errore». Ma sta di fatto che per Sgarbi Modena vince, anche sulla 'amata' Ferrara: "culturalmente, elogio Modena rispetto a Ferrara, al cui comune, fra l'altro, volevo donare la mia collezione ma non se ne è fatto nulla».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
