C’erano due “portoghesi” tra gli ospiti pakistani
Ieri i controlli al Centro stranieri dei profughi collocati nell’ex Misericordia Urbelli: «Un grande lavoro di squadra». Riunioni per la gestione e le migliorie
Tra i quarantaquattro pakistani c’erano due “portoghesi” e così, dopo la prima notte passata nella sede dell’accoglienza straordinaria in via del Murazzo, ormai comunemente chiamata ex Misericordia, i due autoinvitati non faranno più parte della squadra di profughi ex tribune del Novi Sad.
Ieri mattina sono stati infatti effettuati gli ultimi controlli sui documenti, sulle domande di asilo politico dei profughi e pertanto, anche in base alle ormai consuete indicazioni di prefettura e questura, i migranti sono stati portati al Centro stranieri, zona ex scalo merci vicino alla stazione. Un paio di persone, dunque è risultato non avere i titoli per richiedere la protezione internazionale.
Le operazioni sono state seguite dall’assessore comunale al welfare Giuliana Urbelli che, nell’occasione, ha voluto ringraziare anche a nome del sindaco, il prefetto e le forze di polizia per il contributo e il sostegno fornito in queste settimane «nel quadro di una proficua collaborazione tra istituzioni per evitare situazioni di criticità sociale».
L’assessore Urbelli ha sottolineato, inoltre, l’importanza dell’accordo con l’Arcidiocesi per l’individuazione e l’allestimento della struttura, «attività nella quale è stato prezioso il contributo delle associazioni di volontariato, in particolare di Croce rossa, Croce blu e Protezione civile comunale». La struttura resterà aperta sino a febbraio compreso. «Un buon lavoro di squadra - ha affermato l’assessore Urbelli - che in poche ore ha consentito di trasferire tutti i migranti che da alcune settimane stazionavano sulle tribune del Novi Sad e che si sono dimostrati particolarmente collaborativi».
«Da settimane, insieme a prefettura e questura tenevamo monitorate le persone giunte e i nuovi arrivi - dice Urbelli - in modo da poter distinguere chi era in attesa che venisse definita anche formalmente la condizione di profughi richiedenti asilo e chi invece si trovava in quel luogo per altri motivi. Una volta individuato lo spazio adatto all’accoglienza straordinaria di queste persone, prefetto e questore si sono immediatamente attivati per consentire il trasferimento e l’impegno delle forze dell’ordine, oltre che della nostra Municipale, ha consentito di evitare a queste persone un’altra notte al freddo. Ora i profughi si trovano all’ex Convento Francescani di via San Cataldo dove l’accoglienza sarà gestita dal Comune attraverso Porta Aperta e con la collaborazione dei volontari della Croce rossa e del gruppo comunale della Protezione civile». Proprio su questo aspetto si è tenuta ieri pomeriggio una riunione tra i rappresentanti dei protagonisti del piano di accoglienza invernale e che sono di fatto coinvolti nella vicenda dei migranti pakistani. Come è noto, da subito la Croce rossa, mettendo a disposizione uno stock da 9mila euro di attrezzatura, ha portato le brande e le coperte per i 44 ospiti dell’ex Misericordia. Una partecipazione attiva, a braccetto con la Protezione civile, nell’allestimento del nuovo centro. La gestione dei locali spetta a Porta Aperta, alle altre associazioni coinvolte nel progetto assistenza invernale l’accoglienza, i rapporti e i vari passaggi umano-assistenziali con questi ospiti, oltre ai soliti “compiti” di assistenza su strada. Presto ci saranno riunioni per apportare eventuali migliorie nella sistemazione e nella collocazione degli ospiti all’interno degli spazi dell’ex Misericordia, ospiti a cui è garantita prima colazione e un ristoro serale. E al Novi Sad? Per ora, fissa da sera a mattina, un’ auto della Municipale.
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