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Canile, ora è scontro su dove farlo

Canile, ora è scontro su dove farlo

Vignola. Intanto già spesi 130mila euro per un progetto che resta fermo al palo

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VIGNOLA. Scoppia la bagarre in consiglio dell’Unione sul nuovo canile intercomunale che avrebbe dovuto essere costruito nella zona delle Sipe Alte di Spilamberto. Due sono i motivi per cui si è arrivati alla situazione attuale di totale incertezza: la Regione, con determina del 24 settembre scorso, ha revocato il contributo di 247.485 euro per la sua realizzione; l’amministrazione comunale di Spilamberto, inoltre, adesso che il contributo regionale è stato revocato, non intende più costruirlo in quella zona. Va anche aggiunto, per completezza, che i cani dei Comuni dell'Unione coinvolti sono ormai ospitati da un anno e mezzo in un’apposita struttura a Tivoli di San Giovanni in Persiceto (BO). Questa doveva appunto essere la soluzione temporanea, in attesa che fosse realizzato il nuovo canile intercomunale. Che ora, appunto, sembra non s’abbia da fare. L’altra sera, in consiglio dell’Unione, i consiglieri Gianaroli, Minozzi e Leonelli hanno presentato un ordine del giorno proprio per chiedere chiarimenti a riguardo. E, in sostanza, “sono volati gli stracci”, con accuse e contro – accuse, due emendamenti a questo ordine del giorno e il risultato che, con i cambiamenti che ha subito in consiglio dell’Unione tale mozione, solo la maggioranza del Pd l’ha approvata, mentre i proponenti stessi si sono astenuti e il sindaco di Vignola Smeraldi insieme ad altri ha addirittura votato contro. Mozione in consiglio a parte, lo stato delle cose è dunque che il canile intercomunale, al momento, è fermo al palo. Ma l’assessore dell'Unione competente, che è il sindaco di Savignano, Germano Caroli, rilancia: «Di tale questione ne riparleremo nella prossima Giunta dell’Unione. Non mi interessa se il contributo della Regione sia stato revocato, perché innanzitutto è stato revocato solo per una questione burocratica e ne potrebbe arrivare un altro anche più consistente. La Provincia (interlocutore dell’Unione presso la Regione), infatti, ha ritenuto il nostro progetto meritevole di finanziamento. Quindi, se noi amministratori saremo coerenti con le scelte che abbiamo fatto, non abbiamo perso niente». Il riferimento implicito delle parole di Caroli sono rivolte soprattutto al sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, e a chi lo accusa che, con la revoca del finanziamento regionale, sono stati persi 130.000 euro di fondi pubblici spesi per la progettazione. Perché, in effetti, se il canile si farà da un’altra parte, bisognerà ripartire da zero. E questa è la direzione che, al momento, l’amministrazione spilambertese sembra volere imboccare. Il sindaco di Spilamberto Costantini ha infatti spiegato: «Con delibera 56/2015 del consiglio comunale, abbiamo stabilito di dare mandato a me e all’assessore competente di cercare un altro sito per il canile... Ad oggi, non ho nemmeno notizia di nuovi finanziamenti per i canili». Dunque, la partita sembra essere ancora lunga. E la tensione, tra i banchi dell’Unione, in questo periodo si taglia col coltello. Per il canile e non solo. Alla salute degli studi sulla fusione. (m.ped.)

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