Chimica e cancro, studiosi dal mondo
Convegno organizzato dalla Fondazione Ramazzini con esperti internazionali. I risultati presentati in anteprima
Si sentiva parlare inglese, tedesco, francese nel cortile d’onore del Palazzo dei Pio. Ieri mattina infatti erano oltre cento i “super professori” presenti in città per partecipare alle Giornate Ramazziniane. Un evento che si ripete da oltre 30 anni e che ci viene invidiato da tante comunità scientifiche nel mondo. Merito anche di Bernardino Ramazzini, studioso carpigiano che nel 1600 fu il primo a occuparsi delle malattie professionali. A lui è intitolato anche il premio che oggi verrà assegnato a Philippe Grandjean, come si può leggere nel testo qui a fianco.
«Il nostro grande privilegio - spiega la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttore del Centro di ricerca sul cancro dell’Istituto Ramazzini che ha sede a Bentivoglio di Bologna - è l’indipendenza: viviamo grazie alle quote associative alla cooperativa sociale onlus “Ramazzini” e ai volontari che durante l’anno raccolgono fondi grazie alla vendita di tigelle e borlenghi. Le multinazionali a cui non sono gradite le nostre ricerche non ci fanno paura». Non a caso l’appuntamento carpigiano ha come titolo “Living in a chemical world”. Il nostro in effetti è un mondo sempre più chimico, nel bene, ma anche nel male. Basti pensare ai pesticidi e agli effetti devastanti che producono sulla salute umana, come appunto hanno certificato gli studiosi del centro.Tra le maggiori ricerche che vengono presentate in questi giorni a Carpi ve ne sono alcune che rappresentano autentiche novità mondiali inconfutabili, visto che i risultati vengono da lustri di indagini e analisi statistiche sul campo. È stato ad esempio accertato che i campi magnetici a bassa frequenza (elettrodotti e cabine elettriche), amplificano il potere cangerogeno di certe sostanze chimiche ingerite o assimilate. Poi c’è il tema dei raggi X per uso medico: anche a basse dosi possono generare leucemia e cancro alla mammella. A questo punto andrebbero messi in discussione gli screening di massa, come ad esempio le mammografie. «Quando possibile - dice la dottoressa Belpoggi - meglio usare l’ecografo per i primi accertamenti». E l’amianto dell’acquedotto? «Il Comune - continua - sta facendo un buon lavoro e ha garantito la sostituzione delle condutture in un certo numero di anni: questa è l’unica strada percorribile per evitare rischi a livello di salute per la popolazione». Per quanto riguarda telefonini e antenne sparpagliate sul territorio la brutta notizia è che è stato riscontrato un lieve aumento dei tumori al cervello. Ma allora perché non valutare meglio la loro collocazione?
«Per questo e altri problemi ambientali - conclude la dottoressa Belpoggi - i nostri dati e consigli sono disponibili: ci auguriamo che anche il Comune di Carpi ci contatti più spesso quando deve fare valutazioni di impatto ambientale». Sul sito ramazzini.org l’elenco dei cancerogeni.
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