«E ora Cpl riparte Con nuovi appalti 150 assunzioni»
Legacoop: «Positiva la riammissione nella white list» «Attivo in due anni». Ma sono da gestire 90 esuberi
CONCORDIA. Il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, confessa pubblicamente di aver provato un personale «godimento intimo». Tanto basta per farsi la misura concreta di quale sollievo si possa respirare oggi a Concordia, tre giorni dopo la riammissione della Cpl alla “white list” e a tutti gli elenchi annessi in tema di legalità. Il che vuol dire partecipare ad appalti e commesse. Ieri a Bologna, in un clima di gratificazioni e ringraziamenti... universali, il baratro della chiusura e della liquidazione, che era inconfessabilmente ormai alle porte, è stato allontanato.
«Abbiamo deciso di non cacciare Cpl fuori da Legacoop - ha aggiunto Lusetti, annunciando “tolleranza zero” su quanti nel movimento coopertaivo devieranno - Abbiamo invece deciso di assumerci delle responsabilità, rivoltando Cpl come un calzino, per quei 1600 lavoratori e soci che rappresentano una risorsa indispensabile. Ci sono persone che hanno avuto un bel coraggio», ha concluso riferendosi al presidente Mario Gori e ai suoi collaboratori. Della serie: l’abbiamo scampata bella.
Ma ieri, nella autorevole sede regionale di Legacoop, non sono state solo pacche sulle spalle e pasticcini. Perchè il nuovo gruppo dirigente ha inteso tracciare le linee del prossimo futuro della coop, nel quale è previsto un anno di purgatorio, e la speranza di un progressivo rilancio in attivo solo fra due anni, nel 2017.
«Le sfide non sono finite - ha conclamato Lusetti - e l’attuale gruppo dirigente deve continuare, deve riprendere una corsa interrotta. Dopo questa fase eccezionale, dobbiamo vincere le nuove sfide della normalità».
Anzitutto perchè la riammissione alla white list (comunicata martedì dalla prefettura), dovrà essere formalizzata da un nuovo provvedimento della prefettura di Modena (atteso per martedì prossimo), che dichiari la cessazione dell’incarico dei commissari prefettizi nominati nei mesi scorsi, con qualche settimana di anticipo rispetto ai sei mesi assegnati.Ieri peraltro è stata resa nota la lettera con cui i commissari riconoscono il cambiamento interno alla Cpl.
E poi perchè la riammissione riguarda solo la capogruppo Cpl, e non le altre due aziende del gruppo a loro volta commissariate. «Ci attendiamo coerentemente - ha auspicato Gori - la riammissione anche di queste due aziende».
Soprattutto, nel futuro c’è l’ostacolo-banche, cui l’azienda sottoporrà a giorni il piano industriale di rilancio.
«Alle banche non chiediamo nuova finanza - ha spiegato Gori, assieme al vice Paolo Barbieri e al consigliere Cirelli - Riteniamo di avere a disposizione risorse sufficienti per i progetti. Chiediamo di riaprire il credito di firma, le fideiussioni». Il piano industriale peraltro disegnerà una Cpl del tutto nuova: dall’attuale 80% delle attività su commesse pubbliche (con i rischi che ne sono derivati), si passerà al 50% e la restante attività si concenterrà sul settore privato.
«Ridisegnamo il gruppo - hanno detto i dirigenti - concentrando le risorse e promuovendo alleanze con partner privati, industriali e finanziari». Da quel che si è capito, saranno di molto ridotte le esposizioni all’estero.
E i dipendenti?
Elio Cirelli, consigliere delegato, ha chiarito che la “sovrabbondanza” di personale, specie addetto ai servizi ha comportato la cassa integrazione che ha interessato 300 dipendenti a rotazione, per un equivalente di 63-64 persone. In più, da quando c’è stata l’estromissione dalla white list e la conseguente progressiva perdita di appalti, sono 28 gli altri dipendenti operativi collocati in cassa integrazione.
«Eravamo autorizzati per mettere in cassa integrazione 640 persone, ma con la riammissione nella white list contiamo nel tempo di dover disporre di 150 persone sui cantieri e di poter recuperare il fabbisogno di almeno altre 20 persone sui connessi servizi». Insomma, se oggi Cpl è in sovrannumero di 90 dipendenti, in fondo al tunnel i dirigenti vedono addirittura più occupazione.
Alberto Setti
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