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La teatralità dissacrante di Romeo Castellucci

MODENA. Perturbante, blasfemo, iconoclasta. Il teatro di Romeo Castellucci è spesso al centro di forti polemiche. Negli ultimi anni il regista della Socìetas Raffaello Sanzio ha affrontato il tema...

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MODENA. Perturbante, blasfemo, iconoclasta. Il teatro di Romeo Castellucci è spesso al centro di forti polemiche. Negli ultimi anni il regista della Socìetas Raffaello Sanzio ha affrontato il tema del sacro: dal trittico dantesco de “La Divina Commedia” presentato anche a Vie nel 2008, a “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” (2010), discusso sia in Italia che all'estero, per arrivare fino a oggi con “Go down, Moses”, in replica stasera alle 19.30 al Comunale di Modena. La nuova produzione travolge e altera il vissuto di Mosè, sminuzzando, reinterpretando e demolendo il senso dei testi biblici. La teatralità visionaria di Castellucci mette in discussione il nostro immaginario culturale per creare figure potenti e imprevedibili che si inseriscono tra sacro e profano, e che donano allo spettatore nuovi sguardi, nuove vie da percorrere. Questi spettacoli scavano nella profondità dell'uomo, dei suoi turbamenti, delle sue pulsioni, dei suoi conflitti irrisolti. Castellucci disumanizza l'umano e desacralizza il sacro, mostra la tragedia crudele, a volte terrorizzante, dell'esistenza.

Alessandra Corsini

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