Nidi, per le famiglie servizio ok
Ora si punta a inserire il part time per assecondare nuove esigenze
Un aumento di qualche punto percentuale nelle iscrizioni ai nidi di Carpi, Novi e Soliera - con la formazione di una piccola lista d’attesa che si pensa verrà soddisfatta nell’anno scolastico - che segna un’inversione di tendenza rispetto agli anni passati. È quanto emerso durante la presentazione dell’indagine sul grado di soddisfazione e di percezione della qualità dei servizi all’infanzia delle Terre d’Argine: uno studio che ha indagato sia il livello di gradimento degli aspetti più tecnici, sia pedagogici. L’ente che comprende i comuni di Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano, in collaborazione con l’ufficio ricerche del Comune di Modena ha contattato 2221 famiglie: di queste 721 hanno figli che frequentano nidi d’infanzia comunali e convenzionati nell’anno scolastico 2014/2015 e 467 (312 con bimbi che frequentano i servizi comunali e 126 i convenzionati) hanno accettato di rispondere al questionario. La valutazione media espressa è stata molto alta, con valutazione media sui singoli aspetti indagati che non scende mai al di sotto del 8.4: un risultato tra il buono e l’eccellente e chi usufruisce del servizio dice di apprezzarne soprattutto le qualità del personale educativo. Sono state interpellate, inoltre, 1500 famiglie che non hanno iscritto i figli fino ai 3 anni d’età ai servizi comunali. Di queste, 181 hanno risposto: tra loro 97 persone hanno dichiarato che non avrebbero presentato domanda per l’anno scolastico in corso.
«I motivi sono vari – hanno spiegato le assessore Paola Guerzoni e Stefania Gasparini, insieme alla dottoressa Laura Borghi responsabile dei servizi alla scuola – e non sono soltanto di natura economica. Questo significa che nel pensare ad un intervento per incentivare ulteriormente l’uso del nido e dei servizi per l’infanzia non è sufficiente promuovere la stessa qualità a un costo inferiore, peraltro difficile, ma mantenere la stessa qualità agendo su aspetti culturali e in parte organizzativi». Questo potrebbe voler dire introdurre più flessibilità. «Su Carpi – aggiunge Gasparini – si sta valutando di inserire il part-time dentro le sezioni a tempo pieno. In città, infatti, esiste il nido Melarancia che è completamente part-time, ma non soddisfa la richiesta per i bambini con età inferiore ad un anno».
Serena Arbizzi
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