Gazzetta di Modena

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Kit di sopravvivenza #2

Utili consigli per riconoscere il vostro vicino di poltrona

Miei cari spettatori, Vie ci ha permesso di osservare da vicino i seguaci delle arti sceniche. Considerata la stima reciproca e la fatica fatta in soli dieci giorni per diventare critici teatrali, è...

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Miei cari spettatori, Vie ci ha permesso di osservare da vicino i seguaci delle arti sceniche. Considerata la stima reciproca e la fatica fatta in soli dieci giorni per diventare critici teatrali, è nostro dovere mettervi in guardia su tre tipologie di spettatori che potrebbero indurvi all'isolamento casalingo. In questa stagione rischiate di incontrare “lo spettatore malato”: fa il suo ingresso con una lieve tosse, per poi iniziare un concerto di starnuti con relativa diffusione di bacilli.

Oppure potreste imbattervi nel “chiacchierone”, che parla instancabilmente e non si fa intimidire dal buio in sala per proseguire il suo discorso. Più gestibile, ma non meno irritante, è “lo spettatore fotografo”: già nel foyer sentirà l'esigenza di immortalare tutti i quadri appesi alle pareti. La situazione sembra apocalittica, ma ricordatevi: esiste ancora il buon vicinato e cambiare posto non è un crimine. Se questo fosse impossibile non vergognatevi di esternare il vostro disappunto: nel teatro vige la regola della libertà di espressione, e vale anche per voi.

Cristina Tacconi

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