Gazzetta di Modena

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impegna il 12% della popolazione

Volontariato facile se c’è il lavoro fisso

di Felicia Buonomo
Volontariato facile se c’è il lavoro fisso

Il 12% della popolazione è attiva nel mondo del volontariato, di questo il 3,2% è inquadrato in un’associazione strutturata; per lo più sono laureati ed hanno elevate disponibilità economiche. È...

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Il 12% della popolazione è attiva nel mondo del volontariato, di questo il 3,2% è inquadrato in un’associazione strutturata; per lo più sono laureati ed hanno elevate disponibilità economiche.

È questo l’identikit tracciato da una ricerca di Fondazione Volontariato e Partecipazione e dal centro nazionale del volontariato sui “profili del volontariato italiano”.

Il terzo settore riveste un ruolo sempre più importante, nella società e negli scenari economici, permettendo di occupare sacche di necessità, dalla sanità, alle attività creative e culturali. Ma la crisi esiste per tutti, come ha evidenziato Claudio Rangoni Machiavelli, membro del consiglio di amministrazione del Banco Popolare (che controlla il Banco S. Geminiano e S. Prospero), che ha supportato lo studio.

«Per tutte le banche – dice – gli anni floridi sono passati. La crisi ha ridotto le risorse destinate al terzo settore, anche se il Banco Popolare vuole destinare una cifra prestabilita al sociale; lo scorso anno questa cifra è stata di 6 milioni di euro. Il mondo del volontariato muove il 6% del Pil e per questo il Banco Popolare ha creato un’apposita struttura che cura i rapporti con il terzo settore».

Lo studio, presentato a Modena, ha messo in luce che la probabilità di fare volontariato in un’organizzazione è massima tra i laureati, il 5,5%, e tra coloro che dispongono di elevate risorse economiche, il 5,3%.

Più di un terzo dei volontari (36,5%) presta la propria attività in organizzazioni che operano nella sanità; il 26% in organizzazioni di volontariato attive nell'ambito dell'assistenza sociale e della protezione civile; il 14,5% nelle attività ricreative e culturali.

Per quanto siano tanti gli studenti che si dedicano a queste attività nel sociale, l’età media dei volontari nelle organizzazioni tocca i 48 anni.

Il volontario è in genere istruito. La laurea, infatti, quadruplica le probabilità di svolgere attività gratuita a beneficio di altri rispetto a chi ha la licenza elementare e la raddoppia rispetto a coloro che hanno la licenza media inferiore.

E se si ha un lavoro stabile è più facile che si riesca a dedicare del tempo ad attività di volontariato, non a caso la quota di occupati tra i volontari è del 48,9%.

Riguardo all’impegno la ricerca mette in evidenza come un volontario in media dedichi 20,4 ore al mese alla sua attività, quota che scende a 19,1 ore se si guarda all’Emilia Romagna. In regione il tasso di volontariato in organizzazioni è pari al 3,1%, il 3% donne e il 3,2% uomini, il 2,7% composto anche da giovanissimi, con un’età compresa tra i i 14 e i 24 anni.

Tornando ad allargare lo sguardo alla dimensione nazionale, la ricerca evidenzia che l’impegno nel volontariato in trova il terreno più fertile nei piccolissimi comuni con meno di 2 mila abitanti (tasso al 4,2%), seguiti dai piccoli centri tra i 2 mila e i 10 mila abitanti (3,6%), entrambi contesti in cui resistono pratiche di vicinato e di relazioni sociali dense e strutturate.

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