Gazzetta di Modena

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A 87 anni debutta nell’arte: la prima mostra della modenese Carmen Leoni

di Michele Fuoco
A 87 anni debutta nell’arte: la prima mostra della modenese Carmen Leoni

Diplomata al Venturi, ha insegnato per anni dipingendo per passione. «Su sollecitazione di un’amica ho deciso di esporre al Salotto di Vignola»

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MODENA. A 87 anni il debutto sulla scena espositiva per Carmen Leoni. Lei nemmeno ci pensava... Non ha mai coltivato il progetto di dover esporre le proprie opere in uno spazio pubblico. Sono state le sollecitazioni dell'amica scultrice, e anche pittrice, Grazia Sarcina di Savignano ad indurla a presentare la domanda agli Amici dell'Arte di Vignola che organizzano l'attività presso il Salotto di L.A. Muratori. E in questo luogo vengono presentati fino al 1 novembre i suoi dipinti e disegni.

Molti consensi per le sue opere, tanto che l'artista ha avuto subito due inviti per tenere mostre a Modena. Ciò le fa piacere, ma prima di accettare le allettanti proposte è bene riflettere un po', perché la Leoni ama essere riservata e prudente. Quella riservatezza che l'ha tenuta distante dalle gallerie d'arte (solo due vendite di beneficenza nelle chiese di S. Domenico e di S. Benedetto Abate), verso le quali c'è una corsa sfrenata di dilettanti che pensano di essere veri artisti. Straordinaria è, allora, la "lezione" dell'anziana pittrice modenese, dall'spetto giovanile, che non ha mai puntato a mettersi in mostra, pur non avendo il timore di confrontarsi quotidianamente con i colori, la tela, il foglio bianco. E senza improvvisazioni, in quanto la sua preparazione è puramente artistica. «Mi sono diplomata a pieni voti all'Istituto Venturi, dove ho avuto come maestri Arcangelo Salvarani, Renzo Ghiozzi e Marino Quartieri. Ho vinto il concorso a cattedre e ho insegnato educazione artistica nella scuola media: due anni a Mirandola, un anno a Castelfranco e pochi anni alle Cavour di Modena. Poi ho lasciato, perché i quattro figli mi tenevano molto impegnata. Ma non ho rinunciato a fare pittura. Ho anche frequentato un corso di serigrafia presso il "Centro internazionale della grafica di Venezia", dove mi hanno invitata a fare una mostra, ma non ho accettato».

La Leoni non si è mai sottratta al bisogno di praticare l'arte nelle varie forme, passando dalle stampe serigrafiche su stoffe alle decorazioni su mobili e pareti, dal disegno su carta alla pittura materica su tela normale e su sacco, con terre colorate, sabbie, colle, materiali diversi e soprattutto acrilici. E l'immagine è sempre meditata, trovando un rapporto di definizione formale e di intima compenetrazione con la natura, gli animali, l'uomo (Adamo ed Eva), in una visione quasi naive, che richiama Henri Rousseau per la minuziosità della pennellata, il candore della rappresentazione, la dimensione incantata in cui confluiscono realtà e sogno. Una vena naive che le riconosceva lo stesso professore di figura Renzo Ghiozzi e di cui la Leoni è consapevole, per l'interesse che porta ai musei di folclore e ai libri di questo genere. Di diligenza ed estrosità si connota ogni quadro che trova l'ammirazione anche degli esigenti nipoti e di collezionisti. L'artista si dichiara poliedrica e un po' troppo dinamica. All'attenzione per la sua "nutrita" famiglia unisce quella per la pittura che realizza in casa. Continua ad essere, secondo la definizione del marito, "Michelangelo in cantina".

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