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Il Tar boccia l’azienda Pi.ca: «Negligenza e malafede»

Il Tar boccia l’azienda Pi.ca: «Negligenza e malafede»

NONANTOLA. Il Tar aveva già bocciato il ricorso per riottenere la costruzione della caserma dei carabinieri di Sant’Agostino (Ferrara) e sulla stessa falsariga i giudici amministrativi hanno respinto...

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NONANTOLA. Il Tar aveva già bocciato il ricorso per riottenere la costruzione della caserma dei carabinieri di Sant’Agostino (Ferrara) e sulla stessa falsariga i giudici amministrativi hanno respinto anche l’istanza per la scuola di musica di Mirandola, lavoro legato alla ricostruzione post-terremoto. La Pi.Ca Holding esce nuovamente sconfitta. Tutto nasce dalla “negligenza o malafede” nella realizzazione della scuola di Galliera (Bologna) su cui è in corso un’inchiesta della procura antimafia per “frode in pubblica fornitura”. Tutto nasce dalle analisi sui prelievi di calcestruzzo della platea della fondazione della scuola: i risultati avevano rilevato una qualità di materiale inferiore a quella prevista dal contratto, ma Pi.Ca non aveva comunicato nulla alla Direzione Lavori, la struttura commissariale post-sisma. Aveva fatto pervenire certificati ottenuti dal campionamento del calcestruzzo prelevato dalla centrale di betonaggio e non dal cantiere di Galliera. A fronte dei risultati negativi la Pi.Ca, ha controdedotto l’azienda nonantolana, ha effettuato nuovi prelievi sulla scuola di propria iniziativa, affidando sempre le analisi alla Ellepiti srl. Le prove successive “non hanno alcuna rilevanza ai fini della verifica dell’adempimento contrattuale - scrivono i giudici - E tali prove, essendo destinate ad integrare quelle d’obbligo non possono che essere svolte su valutazione, richiesta e vigilanza della direzione lavori”, cosa che non è avvenuta con la Regione rimasta all’oscuro. Pi.Ca ha provato a sostituire le prove negative con i risultati positivi ottenuti dopo “con il risultato obiettivo di occultare un probabile inadempimento contrattuale”. E ancora “il certificato trasmesso al direttore dei lavori reca incontestatamente identico numero identificativo, data (983 del 24.9.2013), numero di verbale di accettazione, massa volumica, data di getto e di prova di quello precedente non trasmesso, recante l’esito insoddisfacente, benché le due prove siano pacificamente avvenute in tempi diversi su cubetti diversi, il che sta ad indicare un chiaro intento sostitutivo. I due certificati si differenziano solo per il differente valore di resistenza a compressione”. Pi.Ca ha annunciato un’azione legale per inadempienza del fornitore: strategia che “più che esimere la ricorrente dall’addebito di negligenza o malafede nell’esecuzione dell’appalto, varrebbe solo a confermare la sua attuale consapevolezza di avere ricevuto calcestruzzo non conforme”. E lo stesso vale per il laboratorio Elletipi, con Pi.Ca che ha preavvisato un’azione risarcitoria. La tesi della “propria estraneità alla duplicazione del certificato 983/13 da parte di Elletipi è alquanto peregrina, non potendo Pi.Ca. non avvedersi che, pur avendo commissionato ad Elletipi due prove in tempi diversi con esiti diversi, forniva al direttore lavori solo un certificato, mentre due dovevano esserne emessi, in date diverse e con risultati diversi”. (f.d.)

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