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L'annuncio del rettore: la prof. Maria Grazia Modena non insegna più

Carlo Gregori
L'annuncio del rettore: la prof. Maria Grazia Modena non insegna più

Dopo il deposito della sentenza di condana a quattro anni per la cardiologa coinvolta nell'inchiesta "camici sporchi", il rettore Oreste Andrisano comunica la sospensione della docenza della cardiologa. Lui stesso l’aveva rimessa in cattedra

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MODENA. «Posso solo confermare che alla Facoltà di Medicina e Chirurgia è arrivata la comunicazione della sospensione della professoressa Maria Grazia Modena. La decisione del rettore è stata presa nel pieno rispetto della legge tutelando il più possibile la facoltà e i docenti universitari». Le poche parole del preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Giovanni Pellacani arrivano a conferma di una decisione ufficiale ma non comunicata pubblicamente: la prof. Modena torna ancora una volta giù dalla cattedra. La decisione non è stata presa tanto dal professor Oreste Andrisano, magnifico rettore, ma dal Tribunale di Modena.

Infatti, la sentenza depositata dal giudice Andrea Romito - che al termine del processo con rito abbreviato ha condannato la cardiologa a quattro anni di carcere per il caso “Camici sporchi” - prevede anche cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. Proprio il deposito della sentenza motivata mette in moto, secondo una reazione a catena, gli effetti di questa interdizione. È per questo che, appena ricevuta comunicazione, Andrisano ha firmato l’atto di sospensione dall’insegnamento della collega. Gli effetti sono immediati: già a partire da domani non potrà più tenere lezioni.

Tuttavia, la prof. Modena era già stata sospesa all’inizio dell’inchiesta con l’avallo dell’allora rettore Aldo Tomasi. Le era stato comunicato un atto ufficiale che prevedeva il “congelamento” del suo incarico di docente, mentre procedeva la sua destituzione dall’incarico di direttrice della Struttura complessa di Cardiologia al Policlinico (il Policlinico è un’azienda sanitaria in parte governata dalla Regione e in parte dall’università). Quando il nuovo rettore Andrisano s’insediò, il suo primo atto (dicembre 2013) fu di revocare la sospensione dalla cattedra di “Malattie cardiovascolari”. Una decisione che lo stesso rettore motivò come un gesto di estremo garantismo verso legale. Per questo anche la decisione comunicata l’altro pomeriggio solo agli stretti interessati va letta come un atto dovuto: la nuova sospensione non è da ricondurre a una decisione del rettore, ma solo al suo adempimento di quanto deciso dal magistrato. Da noi contattata, la prof. Modena ha preferito evitare commenti.

Considerando la sua tempra battagliera, è comunque probabile che la prof. Modena prenda le sue contomisure contro questa decisione che di fatto la lascia fuori dalla facoltà di via Del Pozzo. Anche recentemente ha sottolineato quanto sia importante per lei l’insegnamento universitario.

Per lei resta poi anche aperto il fronte penale: i suoi difensori, avvocati Luigi Stortoni e Massimiliano Iovino, stanno per depositare l’istanza di ricorso in appello contro la sentenza con rito abbreviato del giudice Romito. Un appello nel quale la cardiologa confida molto, tanto da dire di essere sicura di poter dimostrare le sue ragioni e vincere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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