Pediatria a pieno regime Ausl: «Nessuna chiusura»
Pavullo. Ripristinati gli ambienti, il reparto operativo come prima dell’estate Il sindaco Canovi: «Si è fatto tanto allarmismo per nulla, cittadini garantiti»
PAVULLO. Ha pienamente recuperato la sua operatività e i suoi spazi usuali la Pediatria dell'ospedale di Pavullo, oggetto di un allarme che a inizio estate aveva creato un vero e proprio caso per il timore di un accorpamento con il reparto di Ostetricia/Ginecologia.
Dal 1° di luglio si era assistito a una messa in comunione degli ambienti che secondo alcuni poteva essere il preludio alla fusione, con conseguente taglio assistenziale all'interno di un ospedale che continua ad essere al centro dell'attenzione per la sua insostituibile funzione di servizio nei confronti di un bacino di utenza delicato come quello della montagna.
Le preoccupazioni erano state esposte direttamente al nuovo direttore generale Ausl Massimo Annicchiarico nell'ambito del suo primo incontro con i Comitati convocato a fine luglio dal sindaco per fare il punto generale sulla struttura e gli impegni sul fronte degli investimenti. E il dirigente aveva garantito che l'accorpamento tra i due reparti era da ritenersi solo una soluzione temporanea legata alle ferie estive e alla diminuzione di carico di lavoro.
Un'esigenza di razionalizzazione, insomma, destinata a finire all'inizio dell'autunno con il pieno recupero dell'organico.
Così alla fine è stato, perché la stessa azienda sanitaria conferma che «dal 25 di settembre la Pediatria ha ripreso la sua collocazione originaria al secondo piano, portando avanti l'attività com'era prima dell'estate senza nessuna variazione anche in merito al personale impiegato».
E' sicuramente una buona notizia per tutte le mamme del Frignano, che si erano preoccupate tantissimo di fronte alla prospettiva di un ridimensionamento, sottolineando la funzione imprescindibile di una Pediatria pienamente operativa a Pavullo, sia in termini sanitari che sociali, perché non trovare risposta lì significa doversi spostare a Sassuolo o a Modena, portando non poche difficoltà organizzative in famiglia. «Era stato detto che non chiudeva nessun reparto e così è stato - osserva il sindaco di Pavullo Romano Canovi - dispiace solo che si sia creato tanto allarmismo in un ambito così sensibile come quello della salute».
Chiaro che la partita per l'ospedale di Pavullo resta aperta nei mesi a venire, a partire dalla battaglia per la sopravvivenza dello stesso punto nascite, che nel corso del 2014 ha fatto segnare 323 parti, ponendosi di nuovo sotto la soglia dei cinquecento indicata dalle normative quale discrimine per il mantenimento in attività della struttura.
Ma tutti concordano sul fatto che in un ambito particolare come quello dell'Appennino - penalizzato da distanze e viabilità - serva un regime in deroga, anche nel nuovo Pal. Per ora la garanzia di mantenimento dello status quo è legata anche alla risoluzione che è stata approvata all'unanimità in Regione a fine giugno che, su proposta avanzata dalla consigliera del Pd Luciana Serri insieme al Movimento 5 Stelle e a Sel, impegna la giunta a sospendere ogni intervento nel settore, mantenendo ferma la vigente programmazione delle Conferenze territoriali e socio-sanitarie almeno fino all'approvazione delle linee guida per il riordino ospedaliero.
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