«Risparmi Seta? Noi facciamo lavorare»
Holacheck, la società che fornisce verificatori dei biglietti sui mezzi Seta, replica al sindacato Faisa Cisal che contestava il subappalto dei controlli mettendo da parte gli addetti interni dell'azi...
Holacheck, la società che fornisce verificatori dei biglietti sui mezzi Seta, replica al sindacato Faisa Cisal che contestava il subappalto dei controlli mettendo da parte gli addetti interni dell'azienda.
Le accuse rivolte dai sindacalisti proprio non sono andate giù al titolare dell'appalto da un milione di euro per aggiungere 12 controllori privati ai 10 di Seta: «Uno sperpero di denaro pubblico - aveva protestato il segretario Rendace - con pochi spiccioli in più la nostra azienda potrebbe pagare gli straordinari agli 80 colleghi che hanno dato la loro disponibilità a svolgere le stesse mansioni».
L'azienda appaltatrice replica: «La Faisa Cisal punta il dito sul fatto che 80 autisti, già retribuiti per il proprio lavoro, non possano accedere a guadagni aggiuntivi con le attività di verifica - dice l’Ad Sergio Putzolu - crediamo che avere ridato dignità al verificatore, creando posti di lavoro aggiuntivi rispetto agli autisti, non sia una cosa deplorevole ma bensì un aspetto degno di nota in un periodo di crisi.
Se il ragionamento del sindacato facesse breccia nei vertici di Seta, l'unica cosa certa è che ci sarebbero 34 lavoratori in meno a Modena, con buona pace del sindacato. Fuori luogo l'accusa che Seta spenda 1 milione di euro per i servizi Holacheck. La percentuale che ricaviamo dalle sanzioni emesse e che poi riversa nelle casse di Seta, è superiore al costo fisso che Seta riconosce ad Holacheck per le attività di presidio del territorio, analisi dei dati e analisi qualitativa del servizio. Dunque non costi aggiuntivi ma recuperi di efficienza ».
Da fonti Holacheck filtrano intanto i primi dati sui controlli a bordo dei mezzi pubblici. Tra ottobre e dicembre del 2014 sono stati verbalizzati 6.429 viaggiatori per mancanza di biglietto e altre irregolarità relative ai pagamenti; tra gennaio e ottobre di quest'anno sono stati 19.450. Sui due anni dunque la media delle irregolarità resta costante, di poco superiore ai 2 mila verbali al mese. (s.c.)
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