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inchiesta “intoccabili”

Sel: «Bene essere parte civile ma ci servono gli anticorpi»

«L’idea che la rete sociale in cui viviamo possa, anche solo in via ipotetica, essersi incrinata tanto da generare la crepa attraverso cui si è infiltrato il veleno del crimine organizzato, capace di...

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«L’idea che la rete sociale in cui viviamo possa, anche solo in via ipotetica, essersi incrinata tanto da generare la crepa attraverso cui si è infiltrato il veleno del crimine organizzato, capace di corrompere il mondo economico e le istituzioni, ci risulta sconvolgente e inaccettabile. È senz’altro il momento di fermarsi a riflettere sulle dinamiche sociali, anche inedite, che la crisi economica con la sua onda lunga sta producendo nella realtà di cui facciamo parte. È il momento di capire, e subito dopo di agire, compatti e tutti insieme, per creare nuovi anticorpi contro questo morbo italico dilagante, per richiudere la falla, almeno nei nostri territori». Lo affermano i vertici di Sel, in merito alla vicenda “The Untouchables”. «È il momento in cui la politica, le istituzioni, il mondo economico e bancario, le istanze sociali e morali, la scuola, il mondo dell’associazionismo, e tutti noi singoli cittadini - continuano - si debba stabilire ancora una volta con forza che qui non c’è spazio per il malaffare e per il sopruso. Esprimiamo fiducia negli inquirenti affinché facciano chiarezza su questa vicenda ed apprezziamo molto la decisione dell’amministrazione comunale di Sassuolo di valutare se vi siano le condizioni per costituirsi parte civile come parte lesa nelle indagini». (a.s.)

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