Cavalcavia Madonnina Il traffico non dà scampo
È sempre intenso, per chi entra o esce dalla città attraverso questa “porta” I residenti: «Da anni promettono interventi, e servirebbero più parcheggi»
MODENA. Traffico, traffico e ancora traffico. E le bici qui hanno poche colpe. Il percorso di via Emilia Ovest che dall'incrocio con strada San Cataldo e viale Autodromo fino a quello mega dopo il cavalcavia della Madonnina nelle ore di punto sono spesso un unico serpentone di autovetture. O almeno i mezzi che transitano – e inquinano l'aria - non si contano a ogni ora della giornata lavorativa. Basta stare poche ore, in una giornata qualsiasi, e assistere ai passaggi all'altezza del Mc Donald o all'incrocio, uscendo dalla città, tra Marco Polo e la Nazionale per Carpi
. Qui le biciclette, secondo i commercianti, non creano certto problemi. «Nella nostra zona – spiega l'edicolante Giorgio Sogari con bottega al civico 470, di fronte al cavalcavia – biciclette se ne vedono ben poche o almeno vengono condotte a mano. C'è una ciclabile e comunque le due ruote non danno fastidio, mentre il traffico c'è fin dalle prime ore dell'alba. Brutte facce in giro ce ne sono, come in tante zone però, ma soprattutto per quest'area erano previsti progetti: verranno mai portati a termine?»
L'edicolante parla del progetto cosiddetto "Diagonale", un percorso ciclopedonale nel verde e per mezzi pubblici che dovrebbe sostituire i binari della linea storica abbandonata dalle Fs nel novembre scorso. In sostanza il Comune ha annunciato che al posto dei binari, sotto il cavalcavia, verrà realizzato uno spazio lungo chilometri utili alla mobilità cittadina sostenibile che possa tra l'altro permettere di ricucire due quartieri di Modena da sempre "tagliati" fuori dal resto della città.
Una importante novità, l'area è in effetti lunga diversi chilometri da viale Montecuccoli fino a Cittanova transitando per la zona del Villaggio artigiano e del polo scolastico Leonardo. La nuova rotatoria progettata tra le vie Cesari, Paolucci e Breda consentirà ad esempio di raggiungere in fretta il cimitero di San Cataldo che è a due passi dall'area della via Emilia che stiamo esaminando. Insomma, novità che però per chi risiede e lavora nella zona ancora non si vedono tanto che in via Walter Tabacchi, la strada che interseca la vecchia ferrovia, qualcuno ha creato un buco nella rete per attraversare il luogo dove transitavano i treni. Nell'area del cavalcavia Madonnina, se si eccede qualche attività e il vecchio Booling, i negozi etnici sono pochi e tante le attività tradizionali dall'ortofrutta all'erboristeria, dal tabaccaio alla farmacia al Fiore di Maria Maynard.
Spiega Elis Saverio Balugani, della cartoleria al civico 478: »Qui davanti un problema grosso è rappresentato dalle automobili parcheggiate male dove non si dovrebbe. Lo spazio c'è e bisognerebbe creare parcheggi, togliendo il piccolo muretto presente che causa solo difficoltà. Qui spesso i vigili fanno molte multe e le persone si innervosiscono». Non va meglio se si attraversano il cavalcavia e la vecchia ferrovia in direzione centro città. Nell'area adiacente al parco Ferrari, alle sedi della Cassa di Risparmio di Ferrara e della Banca Popolare di Verona le auto, pure regolate da semafori "intelligenti" sono moltissime e nessuno pare pensare alla mobilità sostenibile.
Stefano Luppi
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