Dehor abusivo rimosso dagli operai del Comune
Arriva la multa e l’intervento coatto per la tanto discussa struttura del bar Pin Up Il municipio: «La proprietà non ha ottemperato spontaneamente all’ordinanza»
Multa per collocazione abusiva di suolo pubblico e rimozione coatta con addebito delle spese a carico della proprietà. Nuovo capitolo del dehor davanti al Pin Up, il bar all'angolo tra piazza Martiri Partigiani e via Rocca, oggetto di polemiche anche in consiglio comunale dove l'opposizione, in particolare l'ex sindaco Luca Caselli, si era fatte sentire a riguardo. Ieri mattina, in pieno svolgimento dell'ultima fiera d'ottobre, gli operai hanno dato seguito all'ordinanza del sindaco firmata venerdì mattina. Claudio Pistoni, con questo documento, ha notificato alla proprietaria del locale che sarebbe stata eseguita la rimozione ed il trasferimento del dehor, con tutto il suo contenuto, per decorsi termini di tempo da quando era stato comunicato che non era regolare (senza la prescritta autorizzazione a di cui all'articolo 20, commi 1 e 4, del decreto legislativo numero 285 del 1992. Analoga comunicazione il sindaco ha inviato al comandante della polizia municipale Stefano Faso per coordinare l'esecuzione dello smontaggio; all'amministratore unico di Sgp Corrado Cavallini, per competenza; al dirigente del secondo settore Giuseppina Mazzarella per gli eventuali addebiti amministrativi e la eventuale chiusura del locale; alla Guardi di Finanza. A questo punto si è giunti dopo che era stata consegnata ordinanza di smontaggio alla fine della seconda settimana di ottobre, per la precisione venerdì 16, quando era stata emessa anche una contravvenzione per l'occupazione abusiva del suolo pubblico “per il dehor misurante metri 7.70 x 2.01 x un'altezza di 2.53 metri”. Nella contestazione consegnata alla titolare del locale c'era contenuto anche il motivo dell'ordinanza: “manufatto difforme da quanto citati nel regolamento di occupazione di suolo pubblico per spazi di ristoro e somministrazione all'aperto, in zona monumentale A”. «Preso atto che quanto contenuto nell'ordinanza di smontaggio e ripristino dell'area allo stato iniziale – dicono dal Municipio – ed anche che la proprietà è stata messa al corrente delle violazioni e dei verbali conseguenti alla trasgressione degli adempimenti e che la proprietà non si è adoperata per queste operazioni, abbiamo provveduto in maniera coatta, con la conseguenza aggiuntiva di addebito delle spese quando queste verranno quantificate». Oltre alle spese è anche prevista una multa da 25 a 500 euro. La proprietà sugli effetti dell'ordinanza, potrà far ricorso al Tar entro 60 giorni o in seconda istanza un ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.
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