Antartide, vivere a meno 80 gradi
L’esperienza di Chiara Montanari a capo della spedizione Concordia
Meno 80 gradi d’inverno, con lunghi mesi di buio totale, e meno 50 gradi d’estate. Sono le temperature proibitive dell’Antartide, forse la regione più inospitale del pianeta raccontata da Chiara Montanari, responsabile della spedizione Concordia, ospite della recente serata conviviale del Lions Alberto Pio alla scuola alberghiera Nazareno. La relatrice ha illustrato ai soci del club presieduto da Grazia Chiurato, il suo libro dal titolo “Cronache dai ghiacci, 90 giorni in Antartide - Storia dell’ultima spedizione nella base italo-francese sul Plateau Antartico”. Chiara Montanari, ingegnere, ha raccontato ai presenti con l’ausilio di una bella serie di diapositive, la vita nella base in cui ha vissuto tre mesi. Una quotidianità scandita da ricerche e analisi in crateri di ghiaccio in un ambiente che ricorda molto quello di un pianeta lontano dalla terra. «Un ambiente inospitale - ha detto la relatrice - che ci insegna cos’è la resilienza: la capacità di adattarsi. Resta purtroppo da dire che l’Antardide è fragile e risente di inquinamento e riscaldamento globale». (ri.fi.)
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