L’acqua e le piste ciclabili tengono in alto Modena
Classifica Legambiente: ancora troppo lontana dal gruppo delle città virtuose Ci penalizza soprattutto la qualità dell’aria e anche la differenziata non eccelle
È una Modena a due facce, più positiva che negativa comunque, quella che emerge dalla consueta annuale ricerca di Legambiente dedicata alle città più "smart" d'Italia, pubblicata ieri dal quotidiano Sole 24Ore. Modena si posiziona al 39esimo posto su 104 capoluoghi di provincia presi in esame.
Siamo nella parte sinistra della classifica, in zona "coppe" per fare un paragone calcistico, ma certo lontani da Parma che è 12esima, Forlì che è 15esima, Reggio che è 19esima, Ravenna che è 26esima, fino a Rimini che ci precede al 33esimo posto e Piacenza al 38esimo.
Sono 18 i parametri presi in esami e alcuni sono davveri importanti.
Modena non è mai ai primissimi posti, quelli migliori sono il 12esimo posto generale nella "ciclabilità" che calcola i metri di ciclabili su 100 abitanti (18,28 il dato), il 14esimo posto che considera il numero di passeggeri trasportati all'anno (76 il numero), il consumo di acqua pro-capite a casa (128,8 litri siamo al 14esimo posto).
Modena va poi piuttosto male in altre classifiche importanti. La media dei valori nelle centraline che registrano le deleterie polveri sottili, 27 per metro cubo, ci posiziona al 55esimo posto e siamo al 60esimo per la produzione di biossido di azoto (33 su metro cubo). Sotto la Ghirlandina si consuma poi molto tanto che la dispesione della rete idrica ci vede al 54esimo posto su 104 province.
Non va meglio in ambito di rifiuti, anche perché la produzione degli scarti mediamente cresce in Italia. Per chilogrammi procapite annuali siamo al 90esimo posto (668,4 chili all'anno a testa), meglio va se guardiamo la percentuale di raccolta differenziata (siamo al 30esimo posto con il 57,5%) e quella relativa alle energie rinnovabili in edifici comunali: 33esimo posto che significa 3,99 chilowattora per mille abitanti. Cosa caratterizza una città migliore di un'altra? Certamente i costi, la capacità di organizzare eventi di qualità, la bellezza dei suoi edifici naturalmente, ma soprattutto i parametri che individua Legambiente nel suo consueto rapporto annuale "Ecosistema urbano".
Si ha in questo modo la fotografia della città "smart" di oggi, secondo la quantità di automobili presenti e relativi incidenti che avvengono, la qualità del trasporto pubblico, il numero di piste ciclabili, la capacità di fare la raccolta differenziata e via dicendo. Ieri è stata anche resa nota la classifica 2015 "ICity RAte" realizzata da Forum Pa con la collaborazione di Openpolis: su 106 comuni capoluogo di provincia quattro dell'Emilia Romagna sono finite tra le prime città smart d'Italia. Bologna è al secondo posto (dopo MIlano), segue Modena al quarto posto (stessa posizione dello scorso anno), Parma che è sesta e Reggio che è settima.
Le graduatorie relative alla sostenibilità si collega a doppio filo con il Piano energico regionale 2014-2020 che verrà discusso negli Stati generali sull'economia verde previsti il 27 novembre. Il risparmio e le fonti rinnovabili sono incentivati attraverso 104 milioni di euro di fondi europei e l'obiettivo della Regione è quello di superare gli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dall'Unione Europea dopo il termine del Protocollo di Kyoto.
Stefano Luppi
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