Niente è cambiato: la “movida” prosegue
A due giorni dall’accoltellamento, tossicomani e spacciatori si trovano ancora dietro il teatro Storchi
Lunedì ore 12. Due giorni dopo l’accoltellamento al cuore del tunisimo Hamzawi Hamza, nello stesso luogo c’è nervosismo ma lo spaccio continua florido. La vittima e il suo accoltellatore, Mohamed Jahnoui, sono conosciuti nel giro. Le scale laterali del teatro Storchi, sul lato di viale Martiri, sono state ripulite dal sangue che ancora sabato si notava. Dietro, nella parte del Parco della Rimembranza, un tempo salotto modenese a cielo aperto, una tossicomane aspetta qualcuno dove fino a un anno fa si trovava un chiosco, fatto abbattere dal Comune. Due spacciatori parlano tra loro e se ne vanno. Un’auto si ferma, il guidatore si guarda attorno, scende un attimo, e riparte. C’è tensione palpabile nella zona della “movida dello spaccio”, ma l’eroina è ancora ricercata e probabilmente venduta nonostante l’eco che ha avuto in città il terribile regolamento di conti a colpi di lama tra due clandestini tunisini noti per le loro frequentazioni in quel giro e nonostante l’arresto e i controlli continui della polizia.
Il meccanismo della “movida” è rodato nel tempo: dietro allo Storchi, durante la giornata, prima cioè che cali il buio serale, è poi un luogo di partenza e arrivo. Ci sono spostamenti, partono gli ordini e in bicicletta i galoppini della banda dei viali, il gruppo madre che regge lo spaccio e invia i corrieri in giro per la città, raggiungono in fretta i clienti a cui viene dato appuntamento più avanti, nelle vie laterali, agli angoli, dove in macchina possono attendere, prendere le dosi in fretta.
Di giorno la situazione è più dinamica, c’è il via vai delle biciclette, gli ordini abituali si fanno al telefono, i nuovi clienti, soprattutto i ragazzi che cercano hascisc, vanno qualche volta per prendere i contatti poi tutto avviene al telefono, con le consegne via bici. Quando cala la sera inizia la movida vera e propria: i lavoratori staccano un attimo, le bici si fermano, spesso i capi si ritrovano per vedere come sia andata la giornata, si fanno i conti, si prendono i contatti per le nuove partite e per le zone. Gli occhi esperti che guardano la telecamera che punta in quella zona riconoscono i vari denunciati, i vari allontanati, quelli con l’obbligo di firma, i pluripregiudicati, i nuovi arrestati. Ognuno è lì per affari, per vedere, contattare, connettersi: un luogo di incontro. Non per niente è una movida.
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