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«Non è sconfitto ma coraggioso»

«Non è sconfitto ma coraggioso»

Don Roberto Montecchi il reggente: «Non si riparte da zero ma da dove lascia lui»

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PAVULLO. Si saprà solo nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, se don Roberto Montecchi sarà il nuovo parroco di Monteobizzo. Ma l'attesa per la nomina è segnata da una certezza: dovrà essere lui adesso, in qualità di reggente, a prendere in mano la comunità segnata dallo “scandalo” partito da lingue che si sono rivelate troppo lunghe anche all'interno della stessa parrocchia, tra le persone con cui si lavora gomito a gomito e si preparano le celebrazioni. Dovrà fare ripartire le attività, dopo lo stop deciso da don Luciano in concomitanza con la pubblica denuncia del 30 agosto scorso per aprire una profonda fase di riflessione interna. Ma soprattutto dovrà compiere una difficilissima opera di ricucitura. Lo farà con molta fede e altrettanto realismo, come ha sottolineato all'uscita dal ritiro vicariale. «Non voglio dire ripartiamo da zero – ha detto – ma ripartiamo da dove siamo. Siamo qui con questa comune difficoltà, ma c'è una comunità sorella come quella di San Bartolomeo che ha vissuto a fianco di Monteobizzo questo periodo difficile ed è pronta a dare il suo aiuto. Ci metteremo nelle mani del Signore innanzitutto, e poi cercheremo di capire che si è comunità non solo perché si abita in uno stesso luogo, ma anche perché si cammina in una direzione comune». La convinzione è quella che don Luciano abbia fatto la scelta giusta: «Credo che questa decisione gli abbia portato grande serenità, con se stesso e con le persone. Io non vedo una sconfitta in quello che è successo, vedo il coraggio e soprattutto l'umiltà di mettersi nelle mani di Dio e dire: io non sono indispensabile, non sono io quello che fa tutto». E adesso deve essere Monteobizzo a rimettersi in gioco: «Anche la comunità deve ritrovare la serenità di mettersi nelle mani del Signore. Non importa che sia attraverso un altro pastore». (d.m.)

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