«Stranieri, omertà sui dati sociali»
San Cesario. Rosi: «Quanto spende il Comune?». Il sindaco: «È tutto trasparente»
SAN CESARIO. Botta e risposta tra centrodestra e amministrazione comunale sulla questione dei fondi erogati ai cittadini stranieri residenti in paese. Ad attaccare la strategia comunale è Luciano Rosi, capogruppo della lista civica di centro destra “Viva San Cesario”.
«È impossibile - dice - avere i dati della spesa sociale per gli stranieri di San Cesario ed è inutile chiedere a quanto ammontino le esenzioni dal pagamento sui servizi a domanda individuale, suddivisi tra residenti di lungo corso e stranieri. L’amministrazione comunale è reticente, non risponde alle nostre richieste da giugno di quest’anno, nonostante un sollecito scritto al sindaco e una lamentela espressa nell’ultimo consiglio comunale. A nostro parere un buon amministratore non dovrebbe nascondersi dietro la carenza d’organico o la ristrutturazione degli uffici. Abbiamo richiesto più o meno gli stessi dati verso ottobre dello scorso anno, prima dell’approvazione del bilancio. La nostra richiesta venne evasa dal Capo Settore responsabile dei servizi sociali in poco più di un mese. Emerse che la percentuale della spesa sociale verso gli stranieri era in aumento da anni e che il 71% di quanto stanziato da Comune, Provincia e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena veniva speso per loro, mentre il restante 29% andava ai residenti italiani nel Comune. Le percentuali fecero scalpore in consiglio comunale. A quattro mesi dalla nostra nuova richiesta riteniamo che i dati siano pronti da un po’ di tempo, ma ancora in mano a qualcuno che non si decide a rilasciarli».
Dall’altra parte, il sindaco Gianfranco Gozzoli replica: «Innanzitutto va ricordato che la programmazione della gestione dei Servizi sociali non è in capo al singolo Comune, ma viene fatta su base associata con il Distretto Socio-Sanitario numero 7 di Castelfranco. I beneficiari dei contributi stessi sono pubblicati sul sito del Comune, con le modalità indicate dalla legge. La pubblicità nella comunicazione delle agevolazioni previste avviene sempre e comunque non facendo distinzione tra italiani e stranieri. L’unico criterio distintivo per tutti è la residenza o meno nel Comune, non l’origine dei destinatari. Sul fatto che sia stata rilevata una maggiore spesa per i cittadini di origine straniera, questo è evidentemente legato a ragioni sociali, che forse qualcuno non accetta dal punto di vista politico».
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