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Azioni Hera, il Comune passa alla cassa

Azioni Hera, il Comune passa alla cassa

Conclusa l’operazione di vendita che frutta circa 12 milioni utilizzati soprattutto per ristrutturare la scuola Sigonio

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È di oltre 11 milioni e 900.000 euro il corrispettivo della vendita di azioni Hera cedute dal comune di Modena nell’ambito dell'operazione effettuata nella notte, a borse chiuse, e condivisa con gli azionisti pubblici del patto parasociale sottoscritto lo scorso 23 giugno.

Come previsto nel bilancio del comune modenese, il ricavato verrà utilizzato per finanziare investimenti di qualificazione della città esclusi dal patto di stabilità: dall'edilizia scolastica (in particolare, la quota di competenza comunale per l'Istituto Sigonio) agli interventi per infrastrutture e smart city, fino alla cultura per il progetto ex Amcm.

Lo ha confermato ieri l'amministrazione di Gian Carlo Muzzarelli in una nota. Sono stati complessivamente 16 i comuni, tra cui sette modenesi, che hanno ceduto una quota di azioni corrispondente all'1,3% del capitale della società: 19 milioni e 668.000 E 583 azioni, per un corrispettivo complessivo di circa 46 milioni di euro.

La procedura accelerata di raccolta ordini riservata a investitori qualificati in italia e a investitori istituzionali all'estero è stata gestita da Banca Imi, Unicredit Bank ag, Milan branch con il ruolo di “joint bookrunners” dell'operazione.

Il comune di Modena ha venduto cinque milioni e 120mila azioni per un incasso netto di quasi 12 milioni di euro, qualcosa di più rispetto alle proiezioni di alcune settimane fa. Gli altri comuni modenesi che hanno venduto sono Castelfranco, Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano e Montefiorino.

Gli altri soggetti pubblici che hanno venduto una quota di azioni sono le amministrazioni di Casalecchio di Reno, Cesena, Copparo, Gatteo, Grizzana Morandi, Ozzano dell'Emilia, Savignano sul Rubicone, Trieste e Ravenna holding.

Come detto, i fondi che arriveranno dalla vendita di azioni Hera andranno soprattutto destinati alla partenza per i lavori del nuovo Sigonio, progetto ormai diventato un tormentone.

Senza i soldi di questa vendita, che rientra tra gli oggetti preziosi di famiglia, il Comune, con le risorse disponibili ad oggi, non potrebbe procedere a nuovi investimenti. Muzzarelli aveva detto che solo a fine anno sarebbe ricorso alla vendita di Hera, e così effettivamente è stato. Ma la scelta è stata del tutto obbligata. Resta da capire che cosa questo produrrà in futuro, sia in termini di rapporti con Hera sul territorio, sia in termini di prossime scelte. Perché continuare a vendere non potrà essere una medicina per sempre.

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