Caso cardiologia Parte il processo
Questa mattina comincia il maxi processo per il caso Cardiologia, conosciuto come "Operazione Camici sporchi", una delle più grandi inchieste giudiziarie sul mondo sanitario compiute in regione negli...
Questa mattina comincia il maxi processo per il caso Cardiologia, conosciuto come "Operazione Camici sporchi", una delle più grandi inchieste giudiziarie sul mondo sanitario compiute in regione negli ultimi dieci anni. Un caso che ha portato all'arresto di ben nove medici, tutti cardiologi (tranne una biologa) e tutti dello stesso staff, quello del dottor Massimo Giuseppe Sangiorgi, a capo di Emodinamica dal 2009 al 2102, supervisionato dalla professoressa Maria Grazia Modena, direttrice della Struttura di cardiologia del Policlinico. Trenta gli imputati che a vario titolo e con accuse diverse sono stati coinvolti nell'indagine condotta dal pm Marco Niccolini. Non ci sarà invece la prof Modena perché, come noto, è già stata sottoposta a processo con rito abbreviato durante l'udienza preliminare e condannata a 4 anni di carcere con 4 anni di interdizione dai pubblici uffici.
Dalle 9 di questa mattina una batteria di avvocati che rappresentano i medici, personale che gravitava attorno a loro e le case produttrici biomedicali (anche multinazionali) di stent e altri strumenti per la cardiologia si raduneranno in tribunale davanti al giudice per aprire il processo. Sarà un'udienza sicuramente senza grosse sorprese, dal momento che le parti civili sono già state fissate dal giudice Andrea Romito in udienza preliminare: sono la Regione Emilia-Romagna, il Policlinico, l'associazione Amici del Cuore e l'ex ospedale San Raffaele di Milano.
L'accusa riguarda il periodo dal gennaio 2009 al novembre 2012 (il momento del blitz dei carabinieri dei Nas di Parma con il clamoroso arresto dei nove cardiologi) e ciò che in quel periodo avvenne tra le mura del prestigioso reparto del Policlinico. I capi di imputazione, tutti legati da una catena di accuse di associazione a delinquere, riguardano in estrema sintesi l'ipotesi di un gruppo chiuso con intenti criminali che svolgeva interventi chirurgici su pazienti spesso ignari applicando stent e prodotti promossi da case biomedicali che avrebbero pagato sottobanco, tramite onlus create apposta, per poi figurare sotto una luce ottimale in pubblicazioni scientifiche manipolate. Il nucleo di questo gruppo occulto, secondo la Procura, era composto dai dottori Giuseppe Sangiorgi, all'epoca direttore di Emodinamica, Giuseppe Biondi Zoccai (ricercatore), Alessandro Aprile (specializzato ammesso a un master), Luigi Vincenzo Politi (specializzato con assegno di ricerca), Andrea Amato (specializzato volontario), Ahmed Rezq (al Policlinico senza alcun titolo né iscritto all'Ordine dei medici), Simona Lambertini (biologa con assegno di ricerca ma in realtà addetta a ruolo di management e coordinazione ricerche), Fabrizio Clementi (romano, gestore con Sangiorgi di una onlus ed elaboratore abusivo di dati scientifici) e del commercialista bolognese Ivano Sammali (gestore dei rapporti economici con le case produttrici). Imputati anche numerosi rappresentanti legali di case produttrici italiane ed estere, comprese multinazionali.
Carlo Gregori
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