«I controllori di Holacheck costano molto più di noi»
«Non ci sorprende il tono di Holacheck e del suo amministratore Sergio Putzolu. Ce l’aspettavamo un attacco così basso dove pretende di dettare le regole agli altri in nome del lavoro offerto. Che...
«Non ci sorprende il tono di Holacheck e del suo amministratore Sergio Putzolu. Ce l’aspettavamo un attacco così basso dove pretende di dettare le regole agli altri in nome del lavoro offerto. Che lo facesse con i soldi di tasca sua e non con quelli pubblici».
Giuseppe Rendace, storico leader della Faisa Cisal che raccoglie il 90% degli autisti Seta, è saltato sulla sedia quando ha letto le accuse della ditta a cui è stato affidato il controllo dei viaggiatori. E dopo aver fatto due conti contesta le conclusioni di Holacheck.
«Con che criterio si sostiene di realizzare un interesse pubblico? Con i soldi degli altri che entrano nelle casse di una ditta privata in cui Seta è socia al 40%? - attacca Rendace - Per difendere il suo fatturato, i suoi profitti privati, attacca un’intera categoria di lavoratori, gli autisti di Seta pagati mille euro al mese, ogni giorno in prima linea nella repressione delle frodi. Come fa a dire che a Seta e alle casse pubbliche conviene spendere 1 milione di euro per subappaltare all’esterno un lavoro che è stato sempre all’interno dell’azienda trasporti fino a che era pubblica? I nostri colleghi, per fare lo stesso lavoro con qualche ora di straordinari al mese, costerebbero qualche decina di migliaia di euro in più sui bilanci di Seta. Infinitamente meno del milione versato a una società privata, generosamente e inspiegabilmente. A suo tempo la società abilitò 150 persone e per 80 ci fu anche un corso di formazione per autisti e controllori: non sono stati utilizzati.». (s.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google