Intoccabili di Sassuolo da riarrestare? I pm pensano al ricorso
Il Riesame ha liberato Ambrisi e Bonini per un difetto nella richiesta del giudice I magistrati potrebbero andare in Cassazione o rifare l’istruttoria dall’inizio
SASSUOLO. “Operazione Intoccabili”: la Procura sta decidendo quale strategia adottare dopo che il Tribunale del Riesame di Bologna ha depositato le motivazioni che hanno portato alla revoca di tutte le misure cautelari verso quattro dei cinque indagati: niente più domiciliari per Rocco Ambrisi e Adamo Bonini, rispettivamente nelle loro abitazioni a Castellarano e Casalgrande, e niente più divieto di residenza a Modena e provincia per i due sottufficiali dei carabinieri all’epoca dei fatti in servizio presso la polizia giudiziaria della Procura stessa.
Il sostituto procuratore Claudia Natalini ha infatti la possibilità di ricorrere in Cassazione contro la decisione del Riesame puntando a rivederla e quindi riattivare le misure cautelari. Altrimenti potrebbe scegliere di rifare da capo la richiesta delle misure cautelari.
Ma perché i giudici hanno deciso di togliere le misure cautelari? La motivazione che hanno depositato è stringata ma è piuttosto eloquente. In sostanza, i giudici di Bologna sostengono che l’ordinanza del gip di Modena era viziata: conteneva un difetto di motivazione. In altre parole, il giudice non ha spiegato in dettaglio, indagato per indagato, perché bisognava applicare le misure che aveva richiesto la Procura.
Quindi non ci sono difetti nelle richieste del pm Natalini, ma piuttosto si nota una mancanza di spiegazioni dettagliate da parte del gip.
Intanto oggi è previsto un nuovo round. Questa mattina il Tribunale del Riesame reale di Modena si riunirà per decidere in merito alla richiesta di dissequestro di titoli azionari e obbligazionari per 1,7 milioni di euro di proprietà di Adamo Bonini. Questa ingente somma di denaro investito era stata “congelata” secondo la difesa, avvocato Luca Brezigar, in modo indebito.
Le ragioni di Bonini verranno esposte questa mattina e poi i giudici prenderanno una decisione probabilmente però riservandosi prima di decidere. Bonini è infatti considerato non solo la mente del gruppo ma soprattutto un abile usuraio che ha saputo mettere a frutto i suoi soldi investendo sia in titoli che in locali pubblici (questi non sono sottoposti a sequestro). L’accusa contro di lui è infatti di aver prestato denaro “a strozzo” soprattutto a piccoli ristoratori che volevano tentate di aprire un’attività a Sassuolo. E sempre secondo la ricostruzione, appena questi ottenevano i soldi interveniva Ambrisi che con parole dure e minacce faceva capire che a Sassuolo non c’era più spazio per altri locali.
Carlo Gregori
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