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La Bassa conquista l’Expo con cibo tipico e musica

La Bassa conquista l’Expo con cibo tipico e musica

Dopo una settimana di presenza delle nostre aziende alla Cascina Triulza cinquecento persone in missione per degustazioni, convegni e concerti

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MILANO. L’esposizione universale ci restituisce l’impegno e l’orgoglio di una Bassa che punta sul turismo e sulla qualità della sua tradizione alimentare.

Dopo sei giorni di presenza alla Cascina Triulza, nel cuore dell’Expo, le aziende verdi e alimentari che hanno rappresentato il territorio lunedì sono state salutate dall’avvento di almeno 500 “sostenitori”. Molti erano istituzioni e politici, ma tanti erano tecnici, musicisti, esperti di alimentazione e di cultura, semplici cittadini desiderosi di esserci, comprese alcune scuole che hanno raggiunto autonomamente Milano.

Tutti partiti tra domenica sera e l’alba di lunedì, da Mirandola e dintorni, per assistere ai concerti dei nostri giovani, per parlare di mobilità dolce in un territorio che ha ancora una vocazione agroalimentare, per quanto soffocata da una concezione spesso superata dello sviluppo.

In chiave Expo (dove le multinazionali hanno dovuto lasciar spazio anche ad una visione meno affaristica del cibo), l’Area Nord ha giocato le sue carte: la frutta tipica, il salame di San Felice, il parmigiano reggiano, le aziende biologiche, la ristorazione... A sostenere la regia di questo evento l’unione dei Comuni Area Nord, soprattutto il manipolo del Centro di Educazione Ambientale La Raganella.

E il bilancio è positivo: a migliaia si sono soffermati nel padiglione, assaggiando, acquistando, domandando, guardando il video - per quanto bucolico - che ha descritto e reclamato la sopravvivenza di un patrimonio naturale e alimentare che ha fatto la storia della Bassa. Non qualcosa di fuggevole, di consumistico, perchè in molti hanno indossato le cuffie e partecipato alla degustazione teatralizzata curata da Koinè, per conoscere storia e qualità dei nostri prodotti tipici. Lasciamo a Milano un segno speciale e, speriamo, universale. Alberto Setti

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