Gazzetta di Modena

Modena

’Ndrangheta, inizia il processo per Aemilia valanga di parti civili

’Ndrangheta, inizia il processo per Aemilia valanga di parti civili

Inizia stamattina il processo alla ’ndrangheta emiliana e la zona fiera di Bologna diventerà una delle aree più presidiate di tutta la regione. Misure di sicurezza estremamente rigide per prevenire...

2 MINUTI DI LETTURA





Inizia stamattina il processo alla ’ndrangheta emiliana e la zona fiera di Bologna diventerà una delle aree più presidiate di tutta la regione. Misure di sicurezza estremamente rigide per prevenire ogni situazione a rischio dal momento che sono attese almeno 300 persone tra avvocati difensori e imputati. Non ci si potrà avvicinare al padiglione 19, trasformato in aula bunker grazie all’impegno economico della Regione.

«Abbiamo convintamente deciso di finanziare uno spazio, anche se mi rendo conto è un’anomalia che sia la regione a farlo, ma per me era assolutamente necessario farlo - ha detto il presidente Stefano Bonaccini - Non potevamo permetterci che un processo su un tema così importante, che per noi diventa una delle questioni cruciali dei prossimi anni di governo in queste terre al di là delle appartenenze politiche, si tenesse altrove. Ci deve essere una unanime condivisione nella lotta e nel contrasto all’illegalità e alle mafie, ognuno per quello che nella propria parte può e deve fare. È un bene che si siano trovate le condizioni di sicurezza e logistiche per cui il processo si tiene a Bologna». E mentre il capogruppo della Lega Nord in Regione, Alan Fabbri, chiede “un processo politico dopo il processo Aemilia: il Pd deve chiarire, di fronte ai cittadini, i casi di Brescello e di Finale Emilia” sono numerose le parti civili che oggi si costituiranno. Ci saranno i sindacati Cgil, Cisl e Uil perché serve a “ribadire con fermezza e determinazione la volontà di sconfiggere le mafie. Sono stati violati diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori che operavano nelle imprese coinvolte nei fatti contestati, sono state stravolte le regole del mercato del lavoro, si è agito da parte di costoro con la minaccia, la violenza e la ritorsione, colpendo diritti e determinando condizioni di lavoro inaccettabili, imponendo il metodo mafioso alle relazioni economiche e del lavoro”. Ci saranno anche l’Arci e Libera che ha preannunciato un presidio di fronte alla fiera e pure l’ordine dei giornalisti e l’Aneser a sostegno dei colleghi minacciati dalla consorteria. E in extremis è stata risolta la vicenda dei cronisti, finora costretti a restare lontano dalle aule d’udienza - quella preliminare è sempre a porte chiuse - e a contatto con le famiglie degli imputati. Per loro è stata individuata una sala stampa in fiera. (fd)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google