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Bimbi esclusi da mensa, la gaffe del Comune

Bimbi esclusi da mensa, la gaffe del Comune

Save The Children svela un errore sul sito: «Correggeremo: chi non paga continua ad avere il pasto»

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Bambini esclusi dalle mense a Modena? «Non è vero, si tratta di un errore dovuto alla sbagliata dicitura sul sito internet». L'amministrazione cittadina spiega l'equivoco che avrebbe «fuorviato» Save The Children che, nel suo rapporto «(Non)tutti a mensa», ha condannato la «cattiva pratica» del Comune di Modena che, in caso di morosità da parte delle famiglie in difficoltà economica, «applica l'esclusione dal servizio». E in effetti, sul sito internet compare «una dicitura fuorviante a proposito della conseguente dimissione del bambino dal servizio a seguito dell'attivazione della procedura coatta» ammette l'amministrazione che poi spiega: «Si tratta di un errore, un'espressione sbagliata probabilmente mutuata negli anni scorsi». Insomma, la valutazione di Save the Children sarebbe nata da un errore linguistico che presto, assicura il comune, «verrà eliminato dalla pagina». Nel frattempo, l'amministrazione ribadisce che «nessun bambino viene escluso dal servizio di mensa scolastica per morosità delle famiglie» e che le sanzioni amministrative sono scattano solo «nei confronti dei furbetti che, pur essendo nelle condizioni economiche di poterlo fare, cercano di non pagare le rette».

«Mai nessun bambino - ha spiegato l’assessore Cavazza - è stato escluso dal servizio in caso di genitori morosi. L’Amministrazione comunale ha, al contrario, attivato da anni una politica di incentivi e agevolazioni proprio per non escludere dalla mensa i bambini appartenenti a famiglie in difficoltà economiche. Per questo motivo alle scuole primarie di Modena, circa il 10 per cento degli alunni, cioè circa 600 bambini usufruiscono del pasto pagando una retta dimezzata (pari quindi a 2,5 euro anziché 5), mentre le famiglie dei bambini segnalati dai Servizi sociali, alcune decine, sono completamente esonerate dal pagamento. Nelle scuole d’infanzia per accedere al servizio scolastico, comprensivo anche del pasto, le famiglie pagano rette differenziate a seconda del valore Isee del nucleo familiare, fino ad essere completamente esonerate dalla retta nei casi segnalati dai Servizi sociali. Alle famiglie con Isee inferiore a 4.700 euro viene applicata per servizio scolastico e pasto una retta forfettaria di 55 euro al mese; questi bambini rappresentano quasi il 10 per cento degli iscritti, cioè oltre 250 bambini».

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