L’accusa grillina: «Nessuno ascolta i residenti»
«Nei quartieri, il Pd mantiene i buoni rapporti con le associazioni storicamente “amiche”, mentre l'amministrazione comunale non ascolta le richieste che arrivano dal territorio. Così come sono, i...
«Nei quartieri, il Pd mantiene i buoni rapporti con le associazioni storicamente “amiche”, mentre l'amministrazione comunale non ascolta le richieste che arrivano dal territorio. Così come sono, i quartieri sono solo uffici passacarte». Lo dice a Modena il Movimento 5 Stelle, intervenendo sulla querelle delle ex circoscrizioni che tiene banco ormai da una settimana. Il tutto si è innescato giovedì scorso in consiglio comunale quando Sel si è astenuta su una delibera a tema del suo assessore Ingrid Caporioni, pressata sul tema anche dai consiglieri cattolici del Pd. Nel corso del 2015, dice il movimento modenese, le raccomandazioni suggerite dai quartieri e poi accolte dal comune «sono state veramente poche». Ad esempio, «nel quartiere 4 era stato chiesto di aggiungere i cartelli di limite 30 chilometri orari vicino alle scuole e al santuario di Cognento; solo la settimana scorsa l'amministrazione ha previsto con una delibera la modifica dei cartelli ma nulla davanti alle scuole e al santuario». Inoltre, tutti i consigli di quartiere avevano chiesto, «su proposta pd migliorata con caratteristiche tipiche delle smart city definite da M5s», il monitoraggio dei posti auto per diversamente abili.
Ma anche qui, ad oggi, «l'amministrazione tace». Tirano le somme i portavoce dei consiglieri dei quartieri 1, 2, 3, 4 del M5s: «Abbiamo chiesto più volte la presenza della presidente della commissione affari istituzionali Caterina Liotti», consigliera comunale Pd, «per iniziare questo percorso, ma sono almeno sei mesi che attendiamo senza alcun riscontro da parte dell’amministrazione».
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