Parco Novi Sad di Modena, i vigili vegliano e di notte meno controlli in città
Le tribune dove dormivano i migranti sono vuote e già controllate da telecamere Un’altra pattuglia staziona nella zona di Porta Aperta: malumori alla Polizia Municipale
MODENA. Se prima passando di notte si era sicuri che sulle tribune del Novi Sad c’era una distesa di profughi pakistani che dormiva all’addiaccio, ora c’è un’altra certezza: di notte, davanti all’ex Hotel Novi Sad, c’è un auto con due persone a bordo.
Hanno una divisa, il riscaldamento acceso, una radio che li tiene in contatto con il resto del mondo. Sono due vigili urbani, due agenti della polizia municipale che stanno svolgendo il loro turno di notte, all’interno del “pacchetto H24” della Municipale.
Le tribune sono vuote, l’hotel ha chiuso da quando , dopo mesi, le coscienze di alcuni hanno trovato la soluzione aprendo gli spazi dell’ex Misericordia ad una quarantina di profughi. Dove si trovano questi locali? Dove c’è un’altra pattuglia della Municipale, che stazione di notte nello spiazzo davanti alla sede di Porta Aperta, davanti alla chiesa al Murazzo. Questa staziona lungo ma ogni tanto abbandona la postazione, fa qualche giro, si allontana, poi ritorna. Quella invece davanti al Novi Sad non si sposta mai. Eppure i quattro occhi dei due vigili si sommano a quelli di due telecamere brandeggianti collocate proprio per monitorare quella zona a rischio. Telecamere utili non per vegliare negli ultimi tempi sul sonno dei profughi, ma per immortalare il giro di spaccio e i protagonisti di questi affari che gravitano proprio in quella zona. Sono collocate una quasi al centro delle tribune e l’altra lato Tenda. Anche al Murazzo ci sono le telecamere, sia sul parcheggio che sulla rotonda. E soprattutto, di notte, c’è un operatore alla centrale che è davanti agli schermi, che guarda le immagini che trasmettono le telecamere. Dunque, una pattuglia fissa, un’altra quasi, un’altra impegnata nella ronda del centro storico, della movida e dei posti a rischio, un’altra che si dedica all’infortunistica. Quest’ultima, in caso di incidente, resta ovviamente impegnata a lungo. Questa situazione porta a considerazioni pressoché scontate: ma ai servizi, agli interventi, alle emergenze che la notte può proporre, chi ci pensa? Eppure al comando si sono sempre snocciolati numeri più che positivi, che indicavano che il numero dei servizi effettuati da ciascun vigile era salito.
Dunque come funziona? È semplice, basta seguire le istruzioni. Quando la pattuglia inizia il turno di notte può contare su un prontuario, una “road map” con i percorsi da effettuare. Esempio: fare passaggio al Mef, fare passaggio all’ex Amcm, fare passaggio davanti ai chioschi. L’auto dei vigili arriva davanti al Mef, si guarda e ci si fa vedere, si comunica dopo un po’, non tanto, alla centrale che il servizio è stato effettuato, si pigia un bottone e via, pronti per nuove avventure. La lista è lunga, sono così tanti i servizi svolti dai vigili, come un trenino locale che fa le fermate anche nelle frazioni. Gli addetti ai lavori storcono il naso: c’è poco spazio per lo spirito di iniziativa, per poter fare un controllo del territorio approfondito su luoghi e frequentatori, per “entrare” nelle situazioni e nelle emergenze. Bisogna invece fare il tour, “fare il compito”, essere presenti. Così come devono essere presenti quei vigili che presidiano corso Duomo, “doganieri” del corretto passaggio in quella zona. Se si allontanano per un attimo (non per prendere un caffè), ecco che chi controlla dai monitor della centrale chiede spiegazioni. Insomma, in via Galilei le previsioni meteo non indicano sereno.
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