Gazzetta di Modena

Modena

Prove tecniche per i politici del futuro

di Valentina Corsini
Prove tecniche per i politici del futuro

Studenti da tutta Italia in aula come parlamentari europei per parlare di diritti e democrazia

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A scuola di democrazia come nella Grecia dei tempi antichi. Dialettica e condivisione sono alla base di qualsiasi sistema democratico ed educare i giovani ad una cittadinanza attiva e allo sviluppo di un sentimento d'appartenenza a qualcosa di più grande, come è oggi l'Unione Europea, è lo scopo di questa “Accademia” moderna, il Mep (Model European Parliament), un’associazione culturale nata a Modena nel '96, grazie alla quale ben 150 studenti, provenienti da 24 scuole secondarie di tutt'Italia, si sono riversati in questi giorni in diversi istituti scolastici della nostra città e della provincia, coinvolti nel progetto di simulazione del Parlamento europeo. 150 studenti pronti a calarsi nei non semplici panni di parlamentari europei, impegnati nella discussione di temi di attualità quali l'immigrazione, la violenza contro le donne e la politica estera. Uno degli istituti modenesi che partecipa da anni al progetto, è il liceo classico San Carlo, presso cui ci siamo recati per scoprire qualcosa in più su questa simulazione educativa. «I 150 ragazzi provenienti non solo da Modena e provincia, ma da diverse parti d'Italia, sono suddivisi in 10 commissioni - spiega Antonino Lavenia, ex studente modenese ed ora tra gli organizzatori del progetto - ognuna delle quali, dibatte su una tematica realmente all'ordine del giorno in Parlamento Europeo».

«In un momento come questo, di mancanza di fiducia verso la politica - puntualizza invece Matteo Bonfiglioli, anche lui ex studente modenese ed ora organizzatore - questo progetto è un'oasi felice, perché consente di creare un ponte tra scuola e istituzioni, lasciando ai ragazzi un duplice dono: l'educazione alla cittadinanza europea e il valore umano di aver stretto delle amicizie tra loro». E sentiamo proprio dai ragazzi allora, quali sono i doni che questa esperienza sta lasciando loro in dote. «E'un progetto importantissimo-ammette Gaia Grasselli del liceo Spallanzani di Reggio Emilia- perché ti insegna che la democrazia si costruisce sul lavoro dei giovani, così come l'Europa, e capire di farne parte è fondamentale».

«Poterci confrontare tra noi e scoprire i lati positivi della politica oscurati dalla tv, è ciò che sto apprezzando di più» è invece il pensiero di Sasha Baluli, del liceo Tassoni di Modena. Un altro modenese, Davide Manfredotti, del liceo Selmi si dice poi «felice di questa integrazione tra città italiane diverse, per comprendere tutti insieme le dinamiche della politica europea». Affascinati dal vestire i panni di parlamentari europei sono poi due ragazzi entrambi di Bassano del Grappa.«Facciamo quello che fanno i deputati veri, spero di continuare con la politica», ammette Isacco Asare. «Sono interessato allo sviluppo dei diritti alla donna di cui ci occupiamo nella commissione in cui sono inserito», dice invece Kevin Alberti. «Concentrarci su qualcosa che ci accomuna tutti come l'Europa è un modo per creare coesione tra noi. Non ho mai pensato alla politica come strada, ma mi piace rendermi partecipe della vita sociale», conclude Alberto Ferraro, del liceo Talete di Roma.

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