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la paura

Si costituiscono solo quattro vittime su 70 taglieggiate

Si costituiscono solo quattro vittime su 70 taglieggiate

Che il clan, come hanno scritto gli inquirenti, sia un “valore aggiunto” per le piccole imprese locali lo si può percepire dal limitato numero di vittime che hanno scelto di costituirsi subito parte...

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Che il clan, come hanno scritto gli inquirenti, sia un “valore aggiunto” per le piccole imprese locali lo si può percepire dal limitato numero di vittime che hanno scelto di costituirsi subito parte civile. Sono appena quattro rispetto alla settantina di persone taglieggiate o minacciate dagli uomini della ’ndrangheta emiliana. Certo, si potranno costituire alla prima udienza del dibattimento, ma la scelta di non essere presenti ieri a Bologna è abbastanza emblematica del timore reverenziale che ancora nutrono o - forse - della voglia di chiudere una brutta pagina della loro vita. E così le uniche vittime che si siedono in aula sono la giornalista Sabrina Pignedoli, minacciata da un poliziotto collegato alla cosca; il direttore di TeleReggio, Gabriele Franzini; Giuseppina Mazzei su cui venne fatta pressione per consegnare un’auto; Andrea Cesarini che a fronte di un debito di 1,3 milioni consegnò soldi, assegni e una Lamborghini al clan; Francesco Falbo, prima funzionale e poi vittima dei vari Sarcone, Bolognino e Giglio.

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