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Villa abusiva, la giunta salta l’ostacolo

Villa abusiva, la giunta salta l’ostacolo

San Felice. Interpellanza senza risposte, ma spunta un atto della Regione: i contributi vanno restituiti

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SAN FELICE. Le interpellanze non consentono di discutere su casi tecnici, noi qui dovremmo fare politica, questa interpellanza è irricevibile perchè mette in dubbio l’operato dei tecnici del Comune, sono scaduti i due minuti per poter parlare, si facciano pure le denunce ma questa non è la sede, siamo sempre disponibili al dialogo, operiamo nella massima legalità e nella trasparenza, la ricostruzione a San Felice procede eccome e sono già stati liquidati oltre 50 milioni di euro, quindi è falso che sia una ricostruzione senza speranze.

Sono stati adoperati tutti gli strumenti possibili nel dibattito - si fa per dire - che l’altra sera in consiglio comunale doveva occuparsi della villa con abusi edilizi sorta in via Perossaro. Tra tanti consiglieri silenziosi che hanno tenuto lo sguardo basso, il confronto ha visto coinvolti da una parte Massimiliano Fortini e Matteo Casari di San Felice in movimento, e dall’altra i due Silvestri, l’assessore all’urbanistica Simone e il sindaco Alberto.

Presente anche la polizia municipale locale, che ha presentato una delle denunce, quella che si concentra sulle responsabilità dei proprietari committenti e del tecnico.

Il capo dell’Ufficio tecnico è stato invece denunciato in un’altra informativa, quella della Forestale, per concorso in abuso edilizio e abuso d’ufficio con i primi denunciati. Infine, il Comune è stato denunciato dall’Ordine dei geometri per avere rilasciato un permesso a costruire illegittimo. Consentiva infatti opere abusive e insanabili, in parte rimosse dopo che il caso è esploso.

I due consiglieri di minoranza avevano formulato una serie di domande sulle tempistiche con le quali l’ufficio tecnico si era attivato dopo le sollecitazioni, sui “movimenti” di carte nella cartella dell’intervento (per alcuni ci sarebbero termini di paragone con quanto avvenuto nel caso Meta), su quante e quali siano le questioni di rilevanza penale in cui è coinvolto il Comune nella ricostruzione, sulla opportunità di affiancare tecnici esperti a quelli che stanno governando una discussa ricostruzione in paese. La risposta l’ha letta l’assessore Silvestri, argomentando tra l’altro sul lavoro dell’amministrazione e sull’intensità e qualità della ricostruzione. Praticamente nessuna risposta sul merito del caso, tanto che è intervenuta anche Lorenza Borsari (capogruppo della lista del centrodestra) sottolineando come invece quella fosse la sede per una discussione di merito condivisa su temi delicati quali la ricostruzione. Il sindaco alla fine ha risposto con le rassicurazioni sul dialogo e la trasparenza, ma il colpo di scena è arrivato quando Casari ha esibito un documento della Regione, per il quale, qualora vengano rilevati abusi edilizi nella ricostruzione, il contributo regionale va restituito (e qui parliamo di alcune centinaia di migliaia di euro). Alla lettura del documento tra gli amministratori c’è chi ha borbottato smentendo, ma la questione a questo punto - e al di là delle auspicate archiviazioni su cui puntano specialmente tutti i denunciati - assume ulteriore rilevanza... concreta.

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