Aemilia, poche parti civili anche a causa degli ingenti costi
Ieri mattina il tribunale ha inviato a tutti gli avvocati difensori dell’inchiesta Aemilia la copiosa documentazione depositata da enti, associazioni e persone fisiche che si vogliono costituire...
Ieri mattina il tribunale ha inviato a tutti gli avvocati difensori dell’inchiesta Aemilia la copiosa documentazione depositata da enti, associazioni e persone fisiche che si vogliono costituire parte civile. Ora inizierà l’analisi e le controdeduzioni che dovranno essere presentate nella seconda udienza, in programma martedì a Bologna. Ma gli avvocati difensori, oltre all’immane lavoro che dovranno elaborare nel week-end, si scagliano contro le norme di sicurezza del processo e il diverso trattamento riservato loro rispetto ai colleghi che rappresentano le vittime. I legali, attraverso il direttivo della Camera penale, parlano di serrati ed invasivi controlli con metal detector e perquisizioni nell’accesso all’aula d’udienza, con modalità“che non appaiono rispettose del ruolo e della dignità degli avvocati, e segnatamente di quelli che assistono gli imputati”. Una “palese ed ingiustificata differenziazione di tali modalità fra difensori degli imputati e quelli delle costituende parti civili, ai quali riservato un varco di ingresso ad hoc”.
Ma il giorno dopo alla prima seduta dell’udienza preliminare ci si interroga anche sulle poche persone offese che si sono presentate al processo. C’è chi ha voluto chiudere una pagina nera della propria storia e chi ancora teme ritorsioni, ma c’è pure un aspetto economico da non sottovalutare. Costituirsi parte civile, se non si ha un’ente o un’associazione alle spalle, richiede in un imponente sforzo monetario per incaricare un legale, che dovrà seguire tutto l’iter. Si parla di decine di migliaia di euro senza tra l’altro avere la certezza di poter essere ripagati adeguatamente della sofferenza patita, dei soldi estorti e delle stesse spese processuali. (fd)
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