«Il referendum sull’ospedale? Un capriccio»
Mirandola. Il sindaco Benatti: «Non posso bloccarlo, non ci vincola, lo vuole la Gibertoni dei 5 Stelle»
MIRANDOLA. Un capriccio, ecco come il sindaco Maino Benatti definisce il referendum sull’ospedale, che costerà 65mila euro e resta in piedi, nonostante un ordine del giorno ampiamente condiviso, per la resistenza del Movimento 5 Stelle, in particolare della capogruppo in Regione, Giulia Gibertoni che ha dettato la linea ai suoi rappresentanti sul territorio.
«Purtroppo non posso bloccare il referendum - spiega il sindaco - perché le norme in vigore non me lo consentono. Ribadisco tuttavia che si tratta di un referendum consultivo, ovvero che non decide nulla, non comporta alcun tipo di vincolo per nessuno. Una consultazione dove si chiede di avviare un percorso partecipativo che abbiamo già fatto e che stiamo ancora facendo, nel corso del quale abbiamo dato a tutti i cittadini la possibilità di esprimere il proprio parere. Tra l’altro che a breve partirà un analogo percorso promosso dall’Unione. Questo referendum inutile è solo un capriccio del Movimento 5 Stelle e del consigliere regionale Giulia Gibertoni; un capriccio piuttosto “caro”, da 65mila euro. Vorrei invece ringraziare Pd, Civica I Mirandolesi, i consiglieri Antonio Platis e Antonella Mari (Forza Italia) e Guglielmo Golinelli (Lega), che hanno votato il documento sull’ospedale che sarà la base del confronto con Regione e Ausl per qualificare il nostro nosocomio. Il medesimo documento sarà anche il riferimento politico per la nuova programmazione sanitaria regionale».
Nel referendum comunale, che sarà convocato entro dicembre, bisognerà esprimersi sul quesito: “Volete voi che l’amministrazione comunale avvii un percorso partecipativo per valutare la possibilità di rendere nuovamente operativo l’ospedale di Mirandola, come già avveniva prima del sisma 2012?”. Una domanda che ormai sembra superata dall’impegno assunto in consiglio comunale, ma che resta una questione di principio soprattutto per il Movimento 5 Stelle. E così si andrà avanti, con l’obiettivo di portare più gente possibile alle urne dove occorre comunque arrivare al 50 per cento più uno degli aventi diritto.
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