In strada la guerra dei promoter
«Si rischiano posti di lavoro. Di questo passo andremo sotto casa del sindaco»
MARANELLO. “Il rombo della Ferrari disturba il sonno”, titolava così alcuni giorni fa il quotidiano la Repubblica una pagina dedicata allo strano litigio che contrappone le agenzie e alcune di esse contro il Comune. C'è una vera e propria guerra delle (e dei) promoter davanti al museo della Ferrari e per questo, secondo il regolamento municipale di Maranello fioccano le multe visto che lì non si può stare. I vigili danno 500 euro di multa e dopo tre sanzioni l'attività viene chiusa per 8 giorni causando non pochi danni a chi la subisce. Certo le norme vanno rispettate, ma forse converrebbe a tutte le agenzie sedersi intorno a un tavolo. Ieri mattina sul piazzale del museo c'erano le promoter dell'agenzia Motor Sport di Nicola Pedretti, attività lontana alcune centinaia di metri e quindi praticamente “invisibile” ai turisti. «State ben certi - dice Pedretti, attirandosi le ire degli altri concorrenti che invece il regolamento dicono di rispettarlo - che i miei promoter dal piazzale non li tolgo. Io gestisco 24 persone, tutte con famiglia e se continua questa guerra li porto tutti sotto la finestra del singolo e chiudo l'attività. Non siamo nel principato di Maranello, abbiamo ogni diritto di fare pubblicità alla nostra azienda anche perché per la pausa pranzo Fiorano e Maranello hanno introdotto orari sfalsati giusto per crearci maggiori difficoltà. Avevo anche provato a istituire un consorzio tra le aziende, ma non ci siamo riusciti». Davanti al museo arriva un pullman nero con le insegne di Motor Sport: si tenta di invogliare i turisti a salirvi e nelle pause i rappresentanti dell'azienda dicono di temere per il loro lavoro.
È' più moderato Pierluigi Zanichelli che fa business con i noleggi di “I Love Maranello”: «Tempo fa Maranello e Fiorano fecero regolamenti che disciplinavano la promozione: i problemi c'erano certo, ma è normale un po' di competizione. Qualcuno fece causa e si arrivò a posizionare dei gazebo davanti al museo per la promozione di tutte le aziende. Possiamo accordarci, ma non deve più accadere quel che è successo l'estate scorsa quando alcune promoter si sono anche accapigliate per i turisti. Così abbiamo danni economici notevoli, ma penso che se ne discutiamo con calma in Comune capiranno anche le nostre esigenze. Io intanto ho ideato un passaporto con la foto del turista e tutti i suoi dati, come fosse un pilota».
Stefano Luppi
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