Le figurine Panini e l’amico ritrovato
Era un noioso pomeriggio di una domenica di giugno del 1953. Feci una passeggiata dalla mia abitazione di Via Accademia Militare fino alla città dei ragazzi di Via Tamburini, dove...
MODENA. Era un noioso pomeriggio di una domenica di giugno del 1953. Feci una passeggiata dalla mia abitazione di Via Accademia Militare fino alla città dei ragazzi di Via Tamburini, dove trovai riunite molte persone per l'inaugurazione di una palazzina di questo centro, finanziata, mi dissero, da un gruppo di ufficiali inglesi che durante la guerra erano scappati da un treno che li stava trasportando in Germania e che si era fermato alla stazione di Modena. Gli ufficiali furono poi nascosti da alcune famiglie modenesi e aiutati, in seguito, a rifugiarsi in Svizzera. Dopo la fine della guerra, questi ufficiali raccolsero in Gran Bretagna consistenti fondi che destinarono alla costruzione di alcune palazzine della città dei ragazzi in segno di ringraziamento per l'aiuto ricevuto dai modenesi.
Quel giorno vi era anche una caccia al tesoro per i ragazzi. Vinsi il primo premio, una bicicletta (la mia prima bicicletta) che mi fu consegnata da un giovane signore inglese con vistosi baffi favoriti. La settimana successiva tornai alla città dei ragazzi dove si svolse una gara di gimcana in bici. Vinsi anche quella, dopodiché mi invitarono a non farmi più vedere alla Città dei Ragazzi.
Alla fine degli anni settanta, quindi circa 25 anni dopo, ero responsabile delle attività internazionali delle Edizioni Panini. Dopo la costituzione della filiale inglese, la Panini UK, “I campioni dello sport” fu la prima collezione che distribuimmo ed ebbe grande successo. Acquisimmo poi i diritti del calcio inglese e per questa raccolta cercammo una rivista assieme alla quale regalare un certo numero di album con una bustina di figurine, come facevamo ormai abitualmente in Italia. Il responsabile della Panini UK ci portò - Franco Panini ed io - alla IPC, una casa editrice inglese delle dimensioni della Mondadori. Incontrammo un distinto signore con “vistosi baffi favoriti” che ci accolse con grande cordialità, dicendoci che conosceva assai bene Modena per esserci stato durante la guerra: era Peter Lewis, uno degli ufficiali inglesi scappato dal treno tedesco. In seguito Peter venne varie volte a Modena per organizzare le nostre promozioni con l'IPC e ci mostrò l'appartamento di Corso Canalchiaro dove era stato nascosto. Inutile dire che Peter mostrò di conoscere e apprezzare il nostro lambrusco, che lui chiamava affettuosamente “lambrus”. Un giorno Peter mi disse che aveva perso le tracce di Tom Roworth, uno degli ufficiali salvati dai modenesi, che era anche un suo grande amico. Sapeva solo che abitava sulle colline di Lucca in un posto chiamato Santo Stefano. Avendo noi una casa sulle colline lucchesi mi impegnai a ritrovare il suo amico. Non fu difficile. Abitava nella stupenda villa settecentesca di “Bellosguardo” da lui acquistata dopo la guerra, la villa dove Visconti girò il film “L'innocente”. In quel fantastico eremo Tom si era ritirato a coltivare viti e ulivi. In seguito organizzai anche l'incontro tra i due amici a Bellosguardo. Furono rievocati i momenti belli e brutti della loro esperienza militare, annegati in molti l. itri del “Rosso delle Colline Lucchesi” prodotto da Tom. Appresi che Tom era stato un eroe di guerra con molte medaglie, paracadutato più volte dietro le linee nemiche, e che il suo nome di battaglia era Nicholson. Restai in contatto con Peter anche dopo la mia uscita dalla Panini, mentre ogni volta che andavo nella nostra casa sulle colline lucchesi ero invitato da Tom a pranzo o a cena anche assieme alla mia famiglia. Tom se ne è andato verso la fine degli anni novanta. Non aveva figli e non so chi sia ora il proprietario di Bellosguardo.
Una bella storia nata grazie alla figurine Panini.
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