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Le Fondazioni bancarie si schierano con Aimag

di Serena Arbizzi
Le Fondazioni bancarie si schierano con Aimag

Ieri il consiglio di indirizzo di Carpi, pronta con Mirandola a raddoppiare la quota e cercare partner industriali che consentano alla multiutility di stare sul mercato

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La Fondazione Cassa Risparmio di Carpi e la Fondazione Cassa Risparmio di Mirandola proporranno di raddoppiare la propria quota di partecipazione in Aimag, portandola dunque complessivamente al 20%. Non solo. Il vero e proprio colpo di scena è costituito dal fatto che le due Fondazioni sono disponibili non soltanto ad immettere nuovo denaro nella multiutility, ma anche a ricercare un partner industriale che possa presentare un’offerta nell’ambito della “presentazione di dichiarazioni di interesse a prendere parte a operazioni di partnership con Aimag”. In pratica, a ricercare un soggetto che affianchi la compagine societaria di Aimag.

Si è discusso di questo, secondo indiscrezioni, durante il consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi che si è svolto nel pomeriggio di ieri.

Finora, la Fondazione Crc ha avuto una quota di partecipazione al capitale sociale di Aimag pari al 7,5%, mentre la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola pari al 2,5%. Insieme, quindi, totalizzano il 10%. Ebbene, ieri il consiglio di indirizzo della Fondazione Crc ha approvato la proposta di raddoppiare al 20% la propria partecipazione in Aimag. Non è ancora stato deciso se verranno moltiplicate per due anche le rispettive partecipazioni o come verranno suddivise le quote fra le due Fondazioni. Ed è ancora soggetto a stima il valore in denaro di queste percentuali. Ad oggi, secondo le Fondazioni Aimag vale, infatti, 200 milioni di euro. Se, quindi, si calcola che la quota delle due Fondazioni, unite in un unico soggetto, varrà il 10% in più è facile calcolare che l’aumento della partecipazione si tradurrà in 20 milioni di nuovo capitale aggiunto dai due enti che, compatti, sono in grado di esercitare maggiore massa critica. Sempre secondo rumors, questa strategia avrebbe il compito di fare uscire Aimag da una situazione di stallo: ora la multiutility si troverebbe infatti, da un lato, il socio Hera con una presenza importante che, però - lamentano alcuni - non si è mai dato da fare più di tanto dal punto di vista della vicinanza al territorio. Dall’altro lato ci sono i Comuni, inchiodati, a loro volta, dal punto di vista burocratico. E il consiglio di indirizzo della Fondazione Crc si è tenuto proprio il giorno prima del termine ultimo, cioè oggi, fissato dal patto di sindacato dei Comuni soci di Aimag per la presentazione di dichiarazione di interesse a prendere parte a operazioni di partnership con la multiutility. Intanto, come anticipato dalla Gazzetta nei giorni scorsi, è arrivata la manifestazione di interesse ad entrare in Aimag presentata dal gruppo Tea di Mantova.

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