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Tenta di uccidere il rivale: arrestato

di Francesco Dondi
Tenta di uccidere il rivale: arrestato

Formigine. Sfregia un 39enne con il coltello. I carabinieri lo rintracciano e lo fermano con l’arma ancora sporca di sangue

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FORMIGINE. Ha 34 anni, a Formigine non dovrebbe più nemmeno starci visto che non lavora e non ha neppure una dimora fissa dove alloggiare. Eppure i carabinieri della zona lo conoscono bene per vari reati che lo hanno reso un personaggio celebre, quantomeno nel suo campo, quello della droga. Ora il cittadino marocchino è però in carcere, fermato con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato un 39enne italiano ad un braccio, al culmine di una lite avvenuta martedì sera a Casinalbo. Lui resterà in galera, non sarà sottoposto ad un giudizio per direttissima, ma dovrà prima di tutto passare l’interrogatorio di garanzia e attendere che magistrati e giudice dispongono il suo futuro immediato, prima dell’inizio del processo.

Il magrebino è stato arrestato dopo qualche ora di ricerche da una pattuglia dei carabinieri di Formigine, che hanno continuato a perlustrare il territorio fino a tarda notte proprio con l’intento di trovare l’aggressore. E intorno a mezzanotte - l’accoltellamento è avvenuto alle 21,30 - tra Casinalbo e La Bertola, il 34enne è stato individuato e bloccato. Un paio di testimoni e la stessa vittima lo hanno riconosciuto come colui che ha sferrato alcuni fendenti con un coltello. E quell’arma impropria la custodiva ancora con sé, convinto di restare impunito o forse perché nella sua ristretta cerchia di amici funziona così. Ma proprio il coltello è diventata la prova schiaccinate che ha permesso il fermo. La lama, lunga circa 7 centimetri, era ancora sporca di sangue e quelli che erano sospetti si sono presto trasformati in certezze.

Il lavoro dei carabinieri di Formigine è stata però certosino e ostinato. I militari, infatti, sono arrivati sul luogo dell’aggressione, allertati da alcuni testimoni, quando però i due contendenti si erano già dileguati. Qualcuno ha riferito loro della violenta baruffa, di un ferito e ha dato una descrizione del fuggitivo. Così che una pattuglia si è portata all’ospedale di Baggiovara per verificare l’eventuale presenza di un paziente accoltellato. Pochi istanti e l’uomo si è materializzato. È stato medicato e ne avrà per 30 giorni, ma ha raccontato quanto avvenuto. Ha omesso il motivo della discussione - affari non proprio cristallini - ha detto di essersi protetto con le braccia dalla furia dell’aggressore (i tagli all’avambraccio sono compatibili) e ha quindi indicato chi era il suo interlocutore.

Un’altra pattuglia ha quindi iniziato a perlustrare il territorio, da via Giardini, nei pressi della sala bingo e del Green Park - la zona dove è avvenuto il ferimento - fino alla Bertola. Ore di ricerche nella notte, culminate con il brillante arresto del marocchino.

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