Cinghiale, l’Atc 2 limita la caccia e scatta l’esposto
I penalizzati si rivolgono al difensore civico contro la scelta Il presidente: «Solo così si ridurranno i danni all’agricoltura»
Si scalda la stagione venatoria all'interno dell'Atc Modena 2, il più grande ambito territoriale della provincia che raggruppa 24 comuni dalla Bassa all'Appennino. Il terreno di scontro riguarda la caccia al cinghiale, che da quest'anno ha visto un cambio sostanziale: il Consiglio dell'ente infatti il 28 luglio ha deciso di stoppare la tecnica della “girata” (11 persone alla ricerca seguendo il fiuto del cane senza circondare zone particolari) per assegnate il territorio solo a grandi squadre specializzate nella “braccata” (40 componenti che perimetrano un territorio costringendo l'animale ad andare in una direzione ben precisa). La cosa non è andata particolarmente giù a un cacciatore di Prignano, che insieme al suo gruppo ha scritto addirittura al difensore civico della Regione per reclamare quello che ritiene un diritto. Entro il termine del marzo 2015 infatti lui aveva chiesto e ottenuto dalla Provincia l'iscrizione della sua squadra nell'apposito registro che autorizza e regolamenta questo specifico metodo. Ma poi l'Atc Mo2 non gli ha assegnato alcun territorio e «questo – scrive nella lettera inviata in Regione il 17 ottobre scorso – palesemente viola la norma regionale perché la squadra che rappresento è ritenuta valida, le è stato rilasciato il registro per l'attività di caccia ma non ha avuto assegnata alcuna unità territoriale di gestione (utg). Sono state cambiate le regole per l'annata venatoria in corso dopo che le squadre erano state regolarmente presentate». Nel sostenere le sue ragioni, fa quindi riferimento a una nota inviata dalla Provincia all'Atc già il 28 febbraio 2014 per chiedere una correzione nel regolamento per la gestione del cinghiale che disponesse non la facoltà ma l'obbligo di assegnare territori anche a chi fa ancora caccia di girata, come disposto da norma regionale. «Il caso è ben noto – sottolinea Francesco Lamandini, presidente dell'Atc Mo2 – e riguarda una guardia Gev che chiede di andare a caccia col suo gruppo non tenendo conto dell'evoluzione del contesto. Abbiamo assegnato i territori dei comuni solo a squadre di braccata (al cui interno comunque ci possono essere dei gruppi di girata) perché sono più efficaci nella gestione del territorio e nell'aspetto che conta di più: la limitazione dei danni all'agricoltura. Nel 2014 nel nostro ambito si sono ridotti a 3.900 euro, dalle decine di migliaia che erano, grazie alla progressiva estensione negli anni della braccata. Per questo siamo stati chiamati in Regione, assieme all'Atc Mo3, per illustrare i risultati conseguiti, unici due ambiti scelti sui 50 dell'Emilia Romagna. Le stesse associazioni degli agricoltori non vogliono più squadre piccole ed è questo che spiegheremo alla Provincia».
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