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Sgp, avviso di garanzia all’amministratore unico

Sgp, avviso di garanzia all’amministratore unico

Sassuolo. “Intoccabili”: la procura indaga su Cavallini e le vicende elettorali Perquisizioni della polizia per accertamenti su dehors ed eventuali pressioni

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SASSUOLO. La Polizia di Stato si è presentata di nuovo negli uffici di Sgp e del Comune di Sassuolo per conto della Procura di Modena. E nell’occasione non ha solo ritirato documenti, ma anche recapitato un nuovo avviso di garanzia, di peso non indifferente, perché consegnato all’amministratore unico della società patrimoniale Corrado Cavallini. Non sono noti i termini precisi dell’indagine che riguarda il numero uno di Sgp, ma il filone è lo stesso per cui le forze dell’ordine si sono ripresentate ieri negli uffici già visitati all’avvio dell’operazione Untouchables.

La pista è sempre quella dei dehors, delle occupazioni di suolo pubblico e delle autorizzazioni, o deroghe, che potrebbero essere risultate più facili per i protagonisti dell’inchiesta rispetto ad altri. Secondo il teorema dell’indagine insomma, l’occupazione di suolo in varie forme - dal gazebo allo spazio in fiera - sarebbe la principale “moneta di scambio” elettorale utilizzata nella scorsa campagna. Voti in cambio di procedure più snelle o, nel caso ormai più noto, quello del dehor in via Rocca smantellato con un blitz domenicale, proroghe immotivate alle disposizioni di rimozione. Che la ricerca vada in quella direzione lo chiarisce il comunicato con cui il municipio ha dato conferma della visita della Polizia: «I controlli erano volti all’acquisizione di documentazione, cartacea o informatica, concernente la regolamentazione comunale sui dehors” ed eventuali comunicazioni (anche scambi di e-mail) con terze persone facenti parte delle attività commerciali oggetto dell’indagine».

Su tutta questa materia l’inchiesta non si è mai arrestata. Anche gli interrogatori sono continuati nelle ultime settimane, in alcuni casi in forma cordiale, in altri anche alzando i toni, alla ricerca di conferme, poiché risulta ancora difficile per gli inquirenti capire il giro di queste eventuali autorizzazioni, chi le abbia concesse, su mandato di chi e chi ne fosse al corrente o suggeritore. Ogni interrogato infatti conferma il suo ruolo, ma attribuisce competenze anche a qualcun altro, in un gioco che non sembra finire mai. In questo senso quindi, l’avviso all’amministratore unico (è sempre giusto ricordare che non è una condanna e nemmeno un’accusa ma solo l’informazione di un’indagine), potrebbe avere l’obiettivo di mettere punti fermi dove finora ci sono stati più che altro rimpalli. Del resto Cavallini conosce benissimo sia le regole sull’occupazione di suolo pubblico che sui dehor, tanto che, confermano diversi di coloro che erano presenti, nella commissione comunale di controllo e garanzia post indagini, fornì diverse informazioni e spiegazioni sul gazebo dell’ormai famoso bar di via Rocca. (r.p.)

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