Zanoli, inchiesta ancora ferma
A un anno dal rinvenimento. La figlia: «Vogliamo verità e giustizia»
Primo Zanoli, scomparso la notte di Capodanno del 2011 dall'ospedale di Baggiovara , ritrovato all'interno “cadavere mummificato” il 30 ottobre 2014. Così si legge nelle “informazioni” della pagina Facebook creata da famigliari e amici del 65enne per ricordare la persona e il caso, davvero sconcertante, di quest’uomo, malato e ricoverato in ospedale, misteriosamente scomparso e ritrovato a distanza di tre anni in fondo ad un condotto di servizio per l’aerazione, in un’ala del nosocomio abbandonata e ancora da terminare di costruire.
È dunque passato un anno dal ritrovamento ma l’inchiesta penale su questa vicenda pare essere ancora ad un punto fermo, mentre ormai si avvicina la data della scadenza dei termini, da parte della procura modenese non c’è alcuna richiesta di rinvio a giudizio.
Le indagini per omicidio colposo vedono come unico indagato un geometra dell’Ausl considerato responsabile per la sicurezza in quell’ala rimasta al grezzo dal momento della consegna dell’ospedale nel 2005.
La figlia Barbara Zanoli: «Sebbene il ritrovamento di nostro padre dopo quasi 3 anni dalla sua scomparsa sia stato un grossissimo passo avanti, con mia madre e mia sorella ci saremmo aspettate finalmente delle svolte in tempi rapidi, sia in relazione alle indagini sull'accaduto, ma anche sulle responsabilità relative alle lacune emerse, evidentemente, dalle ricerche effettuate nei primissimi giorni».
«Purtroppo - conclude amaramente la figlia di Primo Zanoli - i quesiti senza risposta sono ancora tanti, ma la sensazione che imperversa è sempre quella delle infinite attese. Ci auguriamo di ottenere un giorno verità e giustizia».
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