Alpini, Treviso ci soffia il raduno
Nella corsa finale Modena perde l’ultimo round nonostante le ottime credenziali
A Treviso hanno festeggiato col prosecco, ma a Modena la notizia ha trovato solo musi lunghi. La scelta di Treviso come sede del raduno nazionale degli Alpini penalizza gli sforzi fatti dalle Penne Nere di casa nostra per ottenere il ritrovo all’ombra della Ghirlandina.
L’ultima volta fu nel 1978 e da allora non c’è stato nulla da fare. All’interno dell’Associazione Nazionale Alpini ci sono diverse sensibilità e su questo contava il presidente modenese Muzzarelli, che ha messo sul tavolo per il 2017 sia la logistica che città e la provincia potrebbero sempre offrire: spazi per i radunisti e sedi prestigiose.
Comune e Accademia Militare erano in prima linea nel garantire la logistica e accogliere centinaia di migliaia di persone. In quanto all’Ana modenese la capacità di mobilitazione dei 4.300 soci, di cui 1300 volontari, è stata sperimentata più volte. Eppure neanche l’ottima prova durante il terremoto del 2012 e della successiva alluvione è stata sufficiente a convincere il direttivo che ha privilegiato il richiamo della foresta, le montagne alpine e del trevigiano in particolare dove gli alpini contano più di 50 mila soci.
E per l’anno successivo si riparte? Le sedi dei raduni nazionali vengono scelte con un biennio di anticipo, ma è difficile ipotizzare un bis, almeno in tempi brevi.
Per il 2018, anche se le selezioni delle candidature sono ben lontane, si dà per quasi certa la scelta su Trento, visto l’anniversario della fine della Prima Guerra mondiale e l’entrata della città nel Regno d’Italia. E nel 2019 sarà inesorabile la candidatura di Milano per celebrare il centenario dell’associazione creata nel capoluogo lombardo l’8 luglio 1919.
Saverio Cioce
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