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La rabbia del sindaco Ferioli: "Basta falsità"

La rabbia del sindaco Ferioli: "Basta falsità"

Il sindaco: «È davvero difficile sopportare una Situazione così assurda. Ciò che ci dà forza sono solo la consapevolezza di aver sempre operato per il bene della città e la certezza di non aver subito...

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FINALE. «È davvero difficile sopportare una Situazione così assurda. Ciò che ci dà forza sono solo la consapevolezza di aver sempre operato per il bene della città e la certezza di non aver subito alcuna infiltrazione da parte della malavita organizzata, di qualsiasi matrice essa sia».

È uno sfogo lungo e duro quello del sindaco Fernando Ferioli, sul cui Comune pende l'ombra dello scioglimento dopo la presa di posizione dei commissari per i quali non ci sarebbero più le basi per poter proseguire con questa esperienza amministrativa e hanno rimandato tutto alla decisione del governo. Uno sfogo contro «le falsità che vengono riversate addosso a me, ai componenti della giunta e al lavoro dell'amministrazione che ho l'onore di guidare. Falsità che stanno infangando il buon nome del nostro comune. Falsità di cui qualcuno, o meglio più di uno, presto sarà chiamato a rispondere nelle sedi opportune».

Il primo cittadino sente un attacco concentrico sul suo Comune, mette in fila le varie accuse e conclude scacciandole: «Tutto questo significa che siamo infiltrati dalla mafia o da altro genere di malavita organizzata? ma per favore...». Ad ogni modo, è in corso un processo «che dovrà arrivare ad accertare le responsabilità degli imputati» e tra questi «non vi è nessun componente della giunta e del consiglio comunale. C'è invece un funzionario del nostro Comune che, se ritenuto colpevole dagli organi giudiziari, ne pagherà le conseguenze. Anche nei confronti della nostra amministrazione che a quel processo si è costituita parte civile», ricorda Ferioli. Però, ammonisce, «sono i giudici a decidere della colpevolezza o meno di qualcuno... Qui invece sembra di essere in un mondo dove a stabilire le colpe siano i titoli dei giornali. Titoli che a volte riportano dei virgolettati presi non si sa da dove e dei quali, poi, nel testo dell'articolo non c'è traccia». Di fronte alle notizie che circolano, Ferioli si vede «costretto ancora una volta a ribadire che la ditta Bianchini ha lavorato nel periodo post terremoto per circa l'8% del totale degli appalti assegnati e che una volta esclusa dalla white list non ha più lavorato per il comune». E dal 2011, «appena insediata, la mia amministrazione ha iniziato a saldare le fatture dei fornitori che risultavano non pagate e si è impegnata a sanare svariati buchi di bilancio».

Inolre, «nonostante un terremoto devastante», il debito del comune che era di 35 milioni di euro è sceso a 23 milioni. Ferioli ammette «errori dal punto di vista degli atti amministrativi nei momenti più complicati della fase iniziale della ricostruzione, ma abbiamo anche provveduto a porvi rimedio quando ne abbiamo avuto conoscenza. Ora però si arriva addirittura a tirare in ballo un dipendente per il luogo d'origine della sua famiglia. Siamo all'assurdo. Ricordo anche che Bianchini ha lavorato per tutti e non solo per il Comune di Finale Emilia, strano che ciò ora non lo si ricordi, e che le intercettazioni riportate sono solo quelle che fanno comodo per costruire teoremi e fantasie negative», rileva il sindaco. E avverte: «E non siamo disposti ad essere il capro espiatorio per nessuno. E lo di mostreremo con atti e fatti».

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