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Don Montecchi, nomina ufficiale

Don Montecchi, nomina ufficiale

Assegnato come parroco a Monteobizzo al posto di don Luciano

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PAVULLO. Don Roberto Montecchi è ufficialmente parroco di Monteobizzo. Il sacerdote, già alla guida della comunità pavullese di San Bartolomeo, ha ricevuto dal vescovo Erio Castellucci il decreto di nomina che rende praticamente immediato il passaggio dalla reggenza al pieno possesso canonico: il 7 novembre alle 11.30 è già fissata la cerimonia di insediamento. «A seguito della rinuncia del vostro parroco don Luciano Venturi – scrive il vescovo – dopo essermi consultato con i miei collaboratori e dopo matura riflessione, ho deciso di nominare don Roberto Montecchi nuovo parroco della parrocchia dei santi Vincenzo e Anastasio martiri in Monteobizzo. In questa circostanza desidero esprimere il mio ringraziamento a don Luciano per il prezioso servizio svolto in questi anni nella vostra comunità e anche a don Roberto per la disponibilità ad accogliere questo nuovo servizio. Sono consapevole del momento delicato che la vostra comunità sta vivendo, il mio desiderio è che tutti insieme possiamo contribuire a favorire un clima di serenità e di collaborazione». Ovviamente don Roberto resta alla guida anche di San Bartolomeo, ma per ora le due parrocchie non si fondono. E se già gli impegni erano tanti prima, figurarsi ora: «Il vescovo mi ha detto che sono un esperto di terremoti (è arrivato nel settembre 2014 da Finale, ndr) e quindi andavo benissimo per Monteobizzo – scherza – dopo quello che è successo (le dimissioni di don Luciano per le accuse di paternità, ndr). La situazione non è facile, ma mi affido al Signore. Passo di colpo da 6mila parrocchiani a 10mila e non potrò certo colmare tutte le aspettative. Cercherò di fare del mio meglio, ho dato la mia disponibilità volentieri anche per don Luciano, perché se avessi rifiutato avrei messo in difficoltà anche lui. Vado là senza giudicare nessuno e mi aspetto collaborazione: la frontiera più bella da varcare è quella della conoscenza reciproca e del fare sacrifici insieme». Il don ne ha davanti parecchi anche solo per dir messa, di aiuti per adesso non ne avrà, l'anno pastorale è ormai iniziato e tutte le nomine, anche quelle dei cappellani, sono state fatte.

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