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Fusione tra licei, gli ex alunni del San Carlo di Modena: «Piuttosto uniti al Tassoni»

di Davide Berti
Fusione tra licei, gli ex alunni del San Carlo di Modena: «Piuttosto uniti al Tassoni»

Continua il dibattito dopo l’annuncio della fusione del liceo classico col Muratori: «Non possiamo morire così. Sarebbe come fondere due partiti: risultato scarso»

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MODENA. La fusione dei licei classici Muratori e San Carlo sta catalizzando l’attenzione di tanti modenesi e i partiti dei favorevoli e dei contrari crescono.

Oggi sono alcuni ex allievi del San Carlo ad uscire allo scoperto con una lettera che riporta diverse firme conosciute: Maurizia Balli, medico, Gabriele Barbieri, ingegnere, Alessandra Bazzani, insegnante, Enzo Borghi, assicuratore, Paolo Casolari, giornalista Giuseppe Cremonini, assicuratore, Simona Gianello, insegnante, Stefano Pangrazi, medico, Luca Turrini, veterinario. Cosa chiedono? Prima di tutto spiegano il loro punto di vista in modo molto chiaro: «Fondere i due licei significa la morte del San Carlo». E poi danno anche una via d’uscita, anche questa destinata a far discutere: «Se fusione deve essere, perchè non farla tra San Carlo e Tassoni?».

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Ma andiamo con ordine: «Da ex allievi degli anni Settanta leviamo un corale grido di dolore per la ventilata perdita di un affetto che abbiamo coltivato negli anni migliori della nostra vita: il Liceo classico S. Carlo non può morire cancellato da un burocratico tratto di penna.

Inoltre va stigmatizzata l'apparentemente logica, in tempo di spending review, ma in realtà subdolamente “assassina”, proposta di accorpamento con il rispettabilissimo Liceo classico L. A. Muratori. Il progetto, infatti, venduto come ineluttabile evoluzione di una situazione economica difficile e di un verticale calo di iscritti al classico, soprattutto al S. Carlo, ha invece il sapore (in sedicesimo) di una di quelle fusioni per incorporazione che ricordano noti film sugli squali di Wall Street.

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E allora, ecco tre motivi per dire no alla fusione S. Carlo/Muratori ed una modesta proposta».

E spiegano: «L'offerta diversificata è il sale della cultura, e questo è un concetto familiare in chi forma le menti; inoltre la concorrenza è l'anima del commercio, e questa è la nota nuova sfida dell'autonomia formativa dei nostri Licei. Le fusioni tra presunti uguali hanno sempre portato ad un risultato inferiore alla somma delle differenze; basti pensare, in un facile rimando, alle fusioni tra i partiti in Parlamento: se ne ricorda forse una che abbia portato più voti? No, mai. Dall'inizio della loro storia parallela, S. Carlo e Muratori hanno rappresentato bacini di utenza distinti, percorsi formativi differenziati, storie studentesche “politiche” assai diverse. A ben poco varrà salvaguardare i nomi». Da qui la proposta: «Se proprio si deve giungere all'accorpamento del S. Carlo a causa del calo degli iscritti (ma piacerebbe sapere come si è giunti a questo) - spiegano i firmatari della lettera - si abbia più coraggio: si accorpi il Liceo di Via Cavour al Liceo scientifico Tassoni. In questo modo potrebbero nascere inattesi reciproci arricchimenti, già sperimentati in alcune discipline, e scaturire sinergie in tema di contaminazioni didattiche umanistico-scientifiche, di dotazioni strumentali, di compensazioni di iscritti, di bacini d'utenza. Soprattutto, però, si salvaguarderebbe la specificità “classica” del San Carlo, che diverrebbe sì un'appendice di un Istituto più grande, ma per la sua stessa natura salvaguarderebbe la propria identità».

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