Caso Finale Emilia, Ricostruire la fiducia
Il tempo della chiarezza non necessariamente lo decidono i magistrati o chi governa: ce lo si può dare anche da soli e a volte sembra essere arrivato.
MODENA. Il tempo della chiarezza non necessariamente lo decidono i magistrati o chi governa: ce lo si può dare anche da soli e a volte sembra essere arrivato. Pensiamo alla vicenda del Comune di Finale, per il quale i commissari prefettizi hanno chiesto lo scioglimento causa infiltrazioni mafiose. Il dossier degli 007 disegna una scena impietosa: in cui cattivo funzionamento dell’amministrazione e illegalità diffusa vanno a braccetto, s’intrecciano, si nascondono dentro i computer per poi svelarsi nella pratica dell’affidare lavori e appalti in barba alle regole.
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Le responsabilità degli uffici e di chi ne teneva le fila sembrano evidenti, ma sarà il percorso processuale a indicarne i precisi contorni. Ciò che resta opaca, per quanto orgogliosa e determinata, è la reazione del mondo politico, in attesa di quel pronunciamento sulla vita residua dell’amministrazione comunale che passerà per forza di cose dal tavolo del Consiglio dei ministri. Nei giorni del terremoto, nei mesi che ne sono seguiti chi governa Finale ha dato un esempio plastico, anche in termini di immagine, di come si reagisce: con il cuore e con le braccia, con le maniche rimboccate delle camicie per sgomberare cocci e mattoni, per non far sentire ai concittadini il vuoto intorno mentre la terra piegava il frutto di una vita spesa a lavorare e fare sacrifici.
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Ed è grazie anche e molto a queste persone che il dopo sisma ha preso qui una piega che altrove non si è vista. Ma non basta, se altre e ben diverse scosse nel frattempo si sono susseguite, all’interno di un municipio: lasciando crepe oggi visibili, nella migliore delle ipotesi senza che chi doveva se ne accorgesse nel mentre aprivano spiragli o portoni al malaffare che aleggiava e aleggia intorno alla ricostruzione.
Non è di una testa a tutti i costi che i cittadini hanno bisogno, o almeno la parte più avveduta di loro: tutti chiedono però assunzione di piena responsabilità, con lo stesso coraggio e la stessa umiltà dimostrati nei giorni dei crolli. È la fiducia che va ricostruita, daccapo, anche se molto si è fatto: succede. E non sempre si può semplicemente aggiustare, spostare le macerie, lasciando che coprano qualche dubbio e la verità. Coraggio...
@engraz
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